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A Rio2016 guardando a Roma2024

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Lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, tempio del calcio per eccellenza,  è pronto a dare il via alla grande festa olimpica, la cerimonia di apertura di questa sera darà il via alla 31/a edizione dei Giochi Estivi, 207 Nazioni partecipanti.

Lo show di apertura sarà un concentrato di emozioni e musica, colori e suggestioni, il ‘biglietto da visita’ del Paese ospitante. Uno show firmato da un italiano, Marco Balich, in un Paese fatto anche dagli italiani   -circa 25 milioni di discendenti da emigrati italiani vivono in questo Paese di  oltre 203 milioni di abitanti. «Esprimerà gioia di vivere e lancerà un messaggio sul futuro del pianeta», ha anticipato il veneziano già ‘firma’ dell’inaugurazione dello Juventus Stadium e del concept dell’Albero della Vita ad Expo. Ad animare la serata, 5.000 volontari, 500 musicisti e 200 ballerini professionisti. A loro il compito di rendere indimenticabile uno spettacolo per il quale, al contrario delle ultime edizioni, stavolta si è badato alle spese. Il budget per lo show sarà contenuto, ma, assicurano gli organizzatori, lo spettacolo di Rio non verrà affatto sminuito: «Atene è stata classica, Pechino è stata grandiosa, Londra intelligente. La nostra sarà cool», ha promesso il direttore creativo Fernando Meirelles, svelando poi che tra i valori che ispireranno la cerimonia c’è quello della tolleranza, più che mai attuale in un mondo sempre più diviso dalla paura per l’altro. «Lo spettacolo sarà basato su tre pilastri: il Giardino, ovvero l’importanza di prendersi cura del pianeta, la diversità e la gioia», ha aggiunto l’altra direttrice creativa Daniela Thomas.
Oltre allo show vero e proprio, la cerimonia prevede i discorsi delle istituzioni e la sfilata degli atleti, con le Nazioni guidate dai rispettivi portabandiera. Ad aprire sarà la Grecia, in quanto sede dei primi Giochi della storia, poi gli altri Paesi, in ordine alfabetico. Per l’Italia la prescelta è Federica Pellegrini, star del nuoto azzurro.
Momento clou della serata, l’accensione del braciere olimpico. E qui l’attesa si fa ancora più febbrile, perché il nome dell’ultimo tedoforo resterà avvolto nel mistero fino alla sua comparsa nello stadio. In molti scommettono che alla fine potrebbe spuntarla il grande Pelé, leggenda del calcio brasiliano e mondiale.
Questi che si aprono oggi sono ‘la prima volta del Sudamerica’, e saranno Giochi pieni di problemi in un Paese più o meno allo sbando. Dalla sicurezza -malgrado di Polizia ce ne sia ovunque tanta, dalle strade al Parco olimpico- al traffico, ai lavori delle infrastrutture non completati o posticci – strutture provvisorie, ponti costruiti all’ultimo momento, hotel e villaggi non completati -, all’organizzazione che lascia molto a desiderare, ai trasporti, renderanno questa edizione dei Giochi un pò tanto meno lieve.  E poi i problemi politici   -dalla grossa grana del doping russo (un tassello della nuova Guerra Fredda), alla crisi politico-istituzionale brasiliana. Ma, malgrado tutto ciò, lo ‘spettacolo deve continuare, per tanto Michel Temer, Presidente ‘ad interim’ di un Brasile scosso da una pesante crisi finanziaria, tra poche ore, al Maracanà, pronuncierà la frase di rito: «Dichiaro aperti i Giochi». In tribuna d’onore, i vertici delle 207 Nazioni partecipanti, tra loro il Premier italiano Matteo Renzi, Presidente del Coni Giovanni Malagò.

Ieri, Renzi e Malagò, insieme ai membri italiani del Cio e al Presidente del Comitato Promotore di Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo, hanno inaugurato Casa Italia a Rio de Janeiro, la splendida struttura del Costa Brava Club che affaccia sul mare tra Barra da Tijuca e Sao Conrado. «Insieme possiamo condividere i valori dei Giochi, che sono rispetto e pace», ha detto il Premier. «Quando studiavamo i greci a scuola abbiamo imparato che le Olimpiadi bloccavano le guerre e le crisi, ora non è più così, ma al mondo serve un momento di fratellanza, e i Giochi lo rappresentano. Non possiamo restare inermi davanti al terrorismo, dobbiamo lavorare insieme per non perdere la nostra identità e i nostri valori, e lo sport li incarna alla perfezione». E il pensiero vola a Roma 2024, in lizza con Parigi, Budapest e Los Angeles per ospitare le  Olimpiadi tra otto anni.

I vertici italiani a Rio sono tutti impegnati a fare lobbing per la candidatura, con una vistosa quanto attesa assenza, quella del Comune di Roma e della Sindaco Virginia Raggi, che ancora nei giorni scorsi ha confermato di avere altre priorità rispetto alle Olimpiadi di Rio e, soprattutto, a quelle in programma fra 8 anni.
«Roma è allo scatto finale e da quello che ho visto qui è in pole position. Ora c’è la tregua olimpica su tutto, evitiamo le solite polemiche e per quindici giorni parliamo solo di Olimpiadi», ha detto il Presidente del Consiglio Renzi, a margine della cerimonia dell’alzabandiera al Villaggio olimpico. «E’ una grande sfida, porterebbe quasi 180 mila posti di lavoro e lascerebbe alla città qualcosa di importante, soprattutto dal punto di vista degli impianti. Cercheremo di giocarci bene le nostre chance», ha sottolineato Montezemolo, confermando che Renzi ha ragione del definire in pole Roma.
Ma l’aria che tira a Roma non è per nulla positiva, tutta l’Amministrazione capitolina è impegnata a rimadare di prendere una decisione finale e a confermare la presa di posizione iniziale di non interesse, dalla Sindaco Raggi alla sua Vice, Daniele Frongia  -che ribadisce: «La disponibilità a eventuali modifiche al dossier olimpico? Questo da parte del Comitato. Dal nostro punto di vista, le emergenze della citta sono ben distanti dalla candidatura di Roma 2024. Confermiamo coerentemente la nostra posizione»-  fino all’Assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini  -che ha affermato «Vedremo a settembre se c’è spazio per pensarci, quel che il Sindaco decide, io sono un ‘fedele servitore’». Gli uffici del Comune stanno finendo l’istruttoria, ha detto in queste ore Berdini, «manderanno tutto il pacchetto alla Regione. L’invio alla Regione dell’istruttoria si chiuderà nel giro di una settimana».
A settembre sarà avviato il tavolo tecnico e verranno raccolte le prime garanzie chieste dal CIO entro il 3 febbraio 2017.
In ballo resta anche l’ipotesi di un referendum consultivo sulla candidatura, in coincidenza con il voto per il referendum costituzionale previsto per il prossimo autunno. Proposta avanzata molti mesi fa dai Radicali  -già al lavoro per raccogliere le firme- che al Sindaco Raggi potrebbe piacere in quanto, come sostengono alcuni commentatori, «sarebbe un modo per lavarsi la mani del problema candidatura: lasciamo che decidano i cittadini». C’è un problema di tempi: un referendum a ottobre o peggio in primavera 2017 sarebbe praticamente a ridosso della decisione del Cio prevista per il 13 settembre 2017.
Quasi certamente la politica -dal Campidoglio a Chigi- seguirà l’invito alla ‘tregua’ di Renzi, i giochi (e le guerre) riprenderanno a settembre, poi un anno di scontri e polemiche e si saprà la destinazione finale della 33° edizione dell’evento sportivo numero uno al mondo.

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