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Africa, mercato comune e black dignity

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Constatata la volontà occidentale di continuare imporre le logiche coloniali, l’Africa si é progressivamente posizionata come primo partner strategico della Cina e dei Paesi del BRICS, assicurandosi un potente alleato politico, economico e militare per far fronte alla storica aggressività europea e americana.

Le reazioni dell’Occidente a questa realtà da incubo sono diversificate. L’Europa reagisce con l’esportazione di guerre, instabilità e finanziando il terrorismo in Africa, in stretta collaborazione con Qatar e Arabia Saudita. Questa è la linea strategica della Francia che si è facilmente imposta sull’Unione Europea, terrorizzata di perdere le materie prime africane che dall’Ottocento sono state l’unico motore materiale dello sviluppo industriale e sociale europeo. Questo terrorismo di Stato prevede il supporto a spietate dittature in Burundi, Guinea Equatoriale, la destabilizzazione permanente in Libia, Mali, Somalia, Sud Sudan. La balcanizzazione di potenze africani quali Nigeria, Congo e Sudan. L’uso politico della Corte Penale Internazionale contro Capi di Stato africani. Il supporto finanziario e la vendita di armi alle peggiori organizzazioni terroristiche salafite quali Al-Shabaab, Boko Haram, Al Qaeda Magreb. Manovre segrete per facilitare l’espansione dell’ISIS DAESH in Africa del Nord e Africa Occidentale. La presenza militare europea in vari Paesi africani per combattere una minaccia terroristica creata dalla stessa Europa. Questa logica terroristica occidentale influenza le politiche migratorie. L’Unione Europea ora sta cercando di frenare i flussi migratori provenienti dall’Africa rifiutando centinaia di migliaia di rifugiati provenienti da guerre create dalla stessa Unione Europea.

Gli Stati Uniti, che fino ad ora hanno seguito la logica Europea, hanno compreso le disastrose conseguenze per l’Occidente a medio lungo termine, cercando di invertire la rotta. I Paesi occidentali in totale decadenza economica sociale e democratica sono ormai visti come fattori di destabilizzazione e terrorismo non solo in Medio Oriente ma anche in Africa. Gli Stati Uniti hanno scelto di appoggiare il mercato unico africano CFTA in quanto l’opposizione a questo inevitabile processo storico comporterebbe, a medio termine, uno scontro militare per le risorse africane non più risolvibile con colpi di Stato e guerre civili, essendo i nuovi alleati della Unione Africana potenze nucleari determinate a difendere il processo africano di indipendenza economica per posizionarsi come gli unici beneficiari del CFTA. L’America sta spostando lo scontro con Russia e Cina in Africa da quello militare a quello economico. Conscia del costo impossibile da sostenere di continue guerre, la Casa Bianca sta proponendo ai Paesi africani una logica di collaborazione economica che prevede anche forti contributi per la rivoluzione industriale. Il messaggio diplomatico è chiaro: ‘scusate per il passato, ora vogliano collaborare seriamente con voi’.

Gli Stati Uniti si sono proposti tra i finanziatori del mercato unico africano assieme a Russia, Cina, India, Brasile. Hanno offerto esperti per favorire le negoziazioni tra i Paesi membri della UA e favorito gli accordi inter regionali. La prossima mossa della Casa Bianca è quella di utilizzare gli esistenti accordi economici tra Stati Uniti e Africa: il AGOA (Atto per lo Sviluppo e le Opportunità Economiche in Africa) per favorire una integrazione con il mercato comune africano CFTA. Le proposte sono allettanti: scambi commerciali ancora più convenienti, trasferimento di tecnologia, supporto alla lotta contro il terrorismo, supporto politico all’integrazione economica continentale. Nello stesso tempo, la Casa Bianca tenta di firmare un patto di non belligeranza con Mosca e Pechino. Se la Siria, i Balcani, l’est Europa e il Mare Cinese sono i teatri della Nuova Guerra Fredda, l’Africa deve essere esclusa se possibile. Questa nuova politica si basa su un presupposto: l’Africa si svilupperà comunque, quindi, meglio con noi che senza di noi.

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