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Africa, mercato comune e black dignity

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Un aspetto importante del mercato unico africano è quello sociale. Il crollo delle barriere continentali non sarà attuato solo a favore dei capitali finanziari e del commercio (come é successo in Europa), ma anche a favore delle popolazioni. Il concetto di Cittadinanza Africana sta avanzando a passi da gigante. L’obiettivo è di garantire la piena cittadinanza a tutti gli africani con eguali diritti in qualsiasi Paese del continente.  Parliamo di Black Dignity (Dignità Negra), una filosofia panafricana che prevede l’autodeterminazione sociale, politica, economica e non collegata con il ‘White Terror‘ (il Terrore Bianco) ben conosciuto nel continente fin dal Settecento tramite la tratta degli schiavi.

Durante il ventisettesimo summit a Kigali sono stati consegnati ai Capi di Stato i primi passaporti africani. L’Unione Africana ha intenzionalmente messo al centro del suo piano continentale i suoi cittadini. Garantendo la cittadinanza unica si intende porre le basi per l’unione politica e federalista dell’Africa, che non sia frutto di decisioni di potentati finanziari ma di oltre un miliardo di persone. Il passaporto africano, che entrerà in vigore nel prossimo decennio, intende mettere fine al cancro continentale creato nell’Ottocento dalle potenze europee: il tribalismo, il quale ha generato guerre etniche, miseria, morte e distruzione rendendo fragili tutti i Paesi africani.

La realizzazione del mercato unico africano necessita di ingenti fondi. Durante il summit di Kigali è stato deciso lo stanziamento iniziale di 1,2 miliardi di dollari di cui 42% finanziati dai Paesi membri, 8% Unione Europea, 20% Stati Uniti e 30% dai Paesi del BRICS. Sul piano finanziario, tutti i Paesi africani concordano nell’azzerare la dipendenza verso l’Occidente entro il 2025. É stata istituita una commissione di esperti per raggiungere questo obiettivo, che prevede anche il totale rifiuto di aiuti umanitari e fondi allo sviluppo gestiti da Ong e istituzioni non africane. Le rocambolesche e virtuali professioni di ‘Operatore Umanitario’ e ‘Cooperante’ stanno per terminare il loro ciclo di sfruttamento parassitario nel continente.

Il Summit, grazie agli input del Rwanda, Ghana, Nigeria, Sudafrica, Kenya, Egitto, sta sviluppando un serio dibattito su quale modello di rivoluzione industriale il Continente necessita: quello basato sulla industria pesante e materie prime o quello basato sulla rivoluzione tecnologica -4D printing, nanotecnologie, comunicazione e internet. L’orientamento attuale é quello di creare un ibrido che contenga entrambi i modelli. La presenza al summit delle principali multinazionali IT occidentali e asiatiche é stata la dimostrazione più chiara che la nuova frontiera della rivoluzione tecnologica risiede proprio nella terra di origine dell’umanità.

Il quarto polo economico mondiale ha dinnanzi a se complicati traguardi: rispetto universale dei diritti umani, democrazia africana irreversibile e non negoziabile, fine dei conflitti, e capacità militare della UA di prevenirli o di abbattere con le armi regimi dittatoriali. Crescita economica strettamente legata a quella sociale. Rispetto delle minoranze etniche, religiose, sessuali. Lotta contro il terrorismo di matrice wahabita e soldi occidentali. Piena sovranità dei Paesi federati e dell’Unione Africana. Posto permanente presso il Consiglio di Sicurezza ONU. Parlamento, difesa, politica estera e moneta comuni. Sfide epocali, ma affrontate con una determinazione tutta africana, che nasce da un risentimento covato da due secoli per aver subito milioni di morti, fame, schiavitù, oppressione, guerre e dittature importate da Paesi alieni al continente. Un risentimento che non sfocia nella cieca e violenta rivincita contro i criminali, ma che si basa su un principio semplice da comprendere anche se dolorosissimo da accettare per l’Occidente: ‘Siamo diventati adulti e pericolosi; l’Africa è nostra e qualunque non africano può contribuire al nostro progresso ma non controllarlo’. Per ironia della sorte, il progetto del Colonnello Muammar Gheddafi degli USA United States of Africa è iniziato, commemorando i popoli martiri della Black Dignity: primo tra tutti il popolo libico.

 

[questo articolo è stato pubblicato originariamente il 1° agosto 2016; aggiornamento tecnico di Redazione il 1° giugno 2017]

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