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Europa: siamo serie B

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La doccia fredda sulle speranze riposte nella sinistra conseguente/diffusa spagnola (Izquierda Unida più Podemos) viene dopo la Brexit votata anche dai ceti popolari di provincia, che viene dopo il proliferare di populismi e nazionalismi e razzismi e neofascismi in tante classi lavoratrici d’Europa, che viene dopo la paralisi indotta sulle aspettative della vittoria di Syriza in Grecia, che viene dopo la trasformazione in semplici macchiette e poi la pura scomparsa dalla visibilità pubblica delle organizzazioni politiche comuniste in quasi tutti i Paesi del continente, che viene dopo l’allineamento e l’omologazione dei sindacati di classe alle strategie socioeconomiche dei governi europei che rispondono agli interessi delle classi dominanti, che viene dopo lo smantellamento dello Stato Sociale imposto dal grande capitale, che viene dopo la Grande Crisi finanziaria, economica, produttiva, dei consumi e occupazionale, occidentale ed europea, dal 2008 in avanti, che viene dopo lo spostamento al centro o a destra di quelli che furono i partiti socialdemocratici d’Occidente, che viene dopo la banalizzazione, infiltrazione, sterilizzazione dei movimenti libertari che pure si rendevano a tratti protagonisti contro il neoliberismo pensiero unico, che viene dopo l’accodarsi dei governi d’Europa alle strategie imperialiste delle grandi multinazionali globalizzate e dei loro delegati istituzionali (come gli USA, la Cina, la Russia), che viene dopo l’assunzione generalizzata e permeante il senso comune, con le buone o con le cattive, che sia in atto uno scontro di Civiltà (di cui un effetto è il cosiddetto terrorismo) che tutto giustifica in termini di rinuncia ai valori socialisti, democratici e umanistici ove pure raggiunti o in prospettiva, che viene dopo tanto tempo e tante risorse investiti dal Potere per attuare la più grande involuzione antropologica di massa dalla fine dell’Età Antica in poi  -tutto questo mi fa tirare senz’altro la somma dell’osservazione storica compiuta, nel mentre che ci vivevo in mezzo, sugli ultimi quarant’anni d’Europa, il mio continente.

E la somma è che dopo secoli e secoli l’Europa scende in Serie B.

Ciò, perché quasi nulla di quanto accaduto e, sopra, sommarissimamente descritto, è avvenuto per atti di forza bruta da parte di un sistema tirannico contro la volontà del popolo, della classe, dei popoli tutti, bensì perché quasi tutto è successo entro solide cornici di democrazia formale e libertà di scelta da parte di individui e di comunità  -frutti, questi, di quei secoli e secoli precedenti.

E’ la gente che fa la Storia  -non è un modo di dire. E se le genti d’Europa, così tanto spesso e in modi anche così tanto variegati, chiamate a fare la Storia in un senso o nell’altro, hanno risposto con gli esiti che ho sciattamente enumerati, sarebbe sterile orgoglio intellettuale, pur con tutte le migliori motivazioni morali, pensare che in astratto ci sia ancora un’Europa  -ossia la sua gente, il suo popolo, la sua classe-  da offrire all’Umanità in divenire per il suo cammino di liberazione.

Siamo zavorra.

Scendiamo nel gorgo.

Ma la sofferenza immedicabile, per me  -che non sconto (unico pregio) alcun orgoglio individuale, nazionale, etnico, continentale-, è che questo non libera lo spazio a nessun altro soggetto che possa guidare la dinamica complessiva, dall’alto della classifica di Serie A. La borghesia occidentale non ha, mi sembra, creato le condizioni perché qualcuno le scavasse la fossa e liberandosi liberasse l’Umanità tutta: ha solo scavato la fossa per tutto quanto, a partire da se stessa per finire con la Natura medesima.

Gorgo è diventato il mondo intero.

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