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Francia: prende le distanze dal Burundi?

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Il governo francese ha espresso le sue preoccupazioni per la crisi in corso in Burundi, a seguito del rifiuto, da parte delle autorità del Paese, di acconsentire alle manovre di risoluzione deliberate dal Consiglio Di Sicurezza delle Nazioni Unite, il ventinove Luglio scorso. La manovra avrebbe consentito il dispiegamento sul suolo burndese di 228 unità al fine di arginare la crisi che da più di un anno affligge il piccolo staterello dell’Africa Centrale. Il delegato del governo di Bujumbura, Philippe Nzobonariba, avrebbe confermato il rifiuto dell’intervento dei caschi blu scrivendo: «il governo del Burundi rigetta tutte le disposizioni della risoluzione in rapporto all’invio di una qualsiasi forza nel Paese, perche’ e’ in violazione della sovranita’ territoriale».

La Francia, ago delle bilancia per le decisioni relative alle tensioni interne al Burundi, sembrerebbe decisa a prendere le distanze dalla questione secondo quanto si evince dalle dichiarazioni rilasciate dal vice portavoce del ministero degli Esteri Francese, che esprimono una chiara esortazione ad accettare l’intervento proposto dalle Nazioni Unite. Una mossa inaspettata rispetto al coinvolgimento sempre più prominente delle autorità francesi sulla questione burundese, che a sua volta ricalca i toni di una guerra civile. Eclatante fu il caso riportato dal settimanale anglofono ‘The East African‘ dove si riconduceva il blocco della decisione presa dall’Unione Africana (OAU) di mandare delle truppe in Burundi, volte a fermare i sanguinosi genocidi, a limitazioni imposte dalle lobby di alcuni Paesi Occidentali tra cui la stessa Francia.

 

(fonte video tratta da canale YouTubeAfricaNews‘)

 

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