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Ghana, il Parlamento respinge una condizione chiave del FMI

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Il Parlamento del Ghana ha votato martedì scorso, con una forte maggioranza, a favore del respingimento di un principio fondamentale di accordo che prevedeva l’aiuto pari ad 1 miliardo di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI), violando così i termini di un programma triennale destinato allo scopo di risolvere un’economia gravata dall’elevato debito pubblico.

Il voto era contro la clausola del FMI in cu richiedeva al Governo del Ghana di impegnarsi ad intraprendere un finanziamento con lo zero per cento di interessi con la Banca del Ghana (BOG) per risanare il suo bilancio. La condizione era una delle tante volte a spingere i prestiti e i debiti del Governo verso il basso. Prima del rifiuto da parte dei parlamentari, la Banca Centrale stava già fornendo il dieci per cento di finanziamento per il bilancio del Governo.

Infatti, la legge vigente, l’Amendment Bill, consente alla Banca Centrale di finanziare il deficit di bilancio del Governo fino ad un massimo del 10 per cento del totale delle entrate dell’anno precedente, invece del finanziamento pari a zero richiesto dal FMI. Pertanto, il Fondo Monetario Internazionale vuole che tale finanziamento venga eliminato, una condizione che il Governo deve soddisfare per poter concludere la terza revisione del programma del Ghana che erogherà la prossima tranche di aiuti.

Il debito totale immagazzinato dal Paese, alla fine del 2015, era pari a 26,4 miliardi di dollari (il 71,6% del PIL) rispetto ai 24,8 miliardi di dollari (che corrisponde al 70,2% del PIL) della fine del 2014.

 

 

 

 

(video tratto dal canale YouTube di Africanews)

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