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M5S: anche il Movimento, nel suo piccolo, si consuma

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Per amministrare ci vogliono dei talenti di base, se non ci sono non si possono inventare, neppure con l’esperienza. La dotazione di base dell’ex Sindaco Ignazio Marino, un medico di caratura internazionale, e quella dell’attuale Sindaco Virginia Raggi, un’ex praticante dello studio Previti (dove non si finisce per caso), mostrano un divario piuttosto evidente. Le battute sulla scarsa autonomia della sindaca non nascono dal caso, così come non nascono dal caso le voci sulla sua permeabilità alle pressioni, la stessa che probabilmente è alla radice della grave vicenda che coinvolge l’Assessora all’ambiente Paola Muraro, imposta, secondo quanto riportato da un quotidiano nazionale, da uno dei gruppi di potere interni al Movimento e non scelta dalla prima cittadina. Le parole del Presidente dimissionario dell’Ama, Daniele Fortini, a proposito dell’Assessora, già personaggio di spicco e pagatissimo della stessa azienda, sono di rara pesantezza, e non si riesce neppure a immaginare quanti forconi e cannoni avrebbero puntato i 5S se in sella vi fosse stata una diversa Amministrazione.

Purtroppo, anche il Movimento è rimasto contagiato dall’idea maligna che si impossessa di chi arriva al potere, ossia che quanto fatto da noi diventa puro perché lo facciamo noi. Un retro-pensiero che priva i politici della capacità autocritica, rendendoli potenzialmente dei malati psichici, perché il crinale che separa il sano dall’ammalato è presidiato proprio dallo spirito autocritico. Una rappresentazione da manuale della caduta di tale diaframma è reperibile nell’intervista appena concessa alla Rai dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Comunque, ora è chiara la ragione per la quale il M5S vedeva la vittoria a Roma come una potenziale polpetta avvelenata. Nessuno dei dirigenti o degli attivisti lo ammetterà mai, eppure intorno alla Raggi è stato attivato una sorta di cordone sanitario, precauzione che non si è resa necessaria, almeno per adesso, a Torino.

Talvolta vincere può essere assai peggio che perdere, proprio per le parole di Carlo Sini che citavo all’inizio, si può essere privati solo di ciò che si possiede, e il M5S ora ‘possiede’ il potere. È presto per dire quando finirà l’incanto, ma le increspature nel tessuto, che fu immacolato perché mai usato, cominciano a vedersi.

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