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Musica elettronica dal Sud Italia agli Stati Uniti

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A meno che non si lavori nel settore o  si nutra una vera passione, la macrocategoria della musica elettronica rimane un mistero per molti. Perdersi nella miriade di riferimenti è fin troppo facile ed è forse per questo motivo che nel momento in cui si prova a saperne di più si rischia di specializzarsi troppo o rinunciare in partenza.  Proviamo allora a ripercorrere le tappe di questo genere musicale come se ci stessimo rivolgendo a chi di musica elettronica ne sente parlare per la prima volta. Ai più piace definirla «quella musica realizzata attraverso strumentazioni elettroniche» dimenticando che ad oggi qualunque genere musicale è realizzato con l’ausilio di apparecchi elettrici. Produrre musica elettronica significa manipolare suoni elaborati da strumentazioni elettroniche, digitali e analogiche, e farne una vera e propria arte, un prodotto culturale.

Per alcuni le origini possono collocarsi in tempi davvero remoti ma sono gli anni 70 che danno i natali alla musica elettronica: le sperimentazioni con i sintetizzatori coloriscono brani storici come quelli dei Genesis e dei Pink Floyd ma siamo ancora nel rock puro. Volendo individuare un inventore della musica elettronica dovremmo parlare dei Kraftwerk , gruppo tedesco fautore del rock psichedelico o krautrock che per primo produsse un album ricco di sonorità puramente elettroniche. Sempre negli anni 70 furono piantati i semi delle future diramazioni dell’elettronica, da Giorgio Moroder con la disco music a Brian Eno con l’ambient, in un clima generale di sperimentazione d’avanguardia che sfociò negli esageratissimi anni 80.

Ecco spopolare il synthpop sul versante europeo ed esplodere in America due generi musicali che cambieranno per sempre il panorama della disco music: la house e la techno. Tutto il carico di energia e spensieratezza degli anni 80 fu spazzato via dal decennio successivo, quando l’elettronica iniziò ad essere presa sul serio. Da una parte, dopo una breve ma intensissima evoluzione dell’house in hardcore, jungle e acid house, colonne sonore dei peggiori rave, l’elettronica viene contaminata dal commerciale in una combo ancora in voga, l’eurodance, dall’altra si sentì la necessità di un sound più intellettuale che nobilitasse la musica elettronica: sorge l’era dell’intelligence dance music (IDM), una delle più belle secondo gli esperti.

Con l’avvenire del nuovo millennio la musica elettronica conosce una grande crisi: succubi del passato, i nuovi artisti si rendono conto della difficoltà che sta nell’inventare qualcosa di diverso. Per questo motivo fanno dei riferimenti passati una risorsa su cui costruire in un lavoro di reinterpretazione che diede vita a innumerevoli sfaccettature di un panorama elettronico sempre più complesso, dal dubstep alla french house, dal dance punk all’italo dance. Ad oggi il ritmo evolutivo è meno frenetico: ci sono correnti più vistose come quella dell’EDM, una ripresa della dance commerciale rivisitata alla luce dei modernissimi software che la tecnologia offre  e altre decisamente più nascoste, ma non meno interessanti, come il glo-fi, rivisitazione del pop classico, o l’elettronica emotiva, sensibile all’influenza del cantautorato. A distanza di circa 40 anni dalla nascita la musica elettronica sembra non aver incontrato alcuna battuta d’arresto.

A ritagliarsi un bel posto sullo scenario della musica elettronica moderna è il giovanissimo Dylan Iuliano, ventunenne della provincia di Benevento (Campania) che nel 2013 ha debuttato con l’album  ̔Disarmonia ̓con il cosmico nome d’arte The Delay In The Universal Loop sia in Italia (per Factum Est, Jestrai) che negli USA (Dilated Time, Dallas Distortion Music). Il 7 luglio 2015 è uscito negli Stati Uniti il suo nuovo album  ‘Split Consciousness‘ per Moon Sound Records il cui primo singolo  ̔Texan Daylight ̓ era stato già pubblicato nel febbraio 2015 con un video diretto da Logan Owlbeemoth per la testata Newyorkese CMJ. Tra il 2014 e il 2015 Dylan ha collezionato più di 30 date dall’ Europa al Nord America, portando in giro per il mondo la sua passione per l’elettronica nata in un paesino sconosciuto del Sud Italia. Abbiamo intervistato The Delay In The Universal Loop per avere il punto di vista di chi nel panorama della musica elettronica mondiale ci sguazza da un po’.

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