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Namibia: inventato lo Smartphone senza carta Sim

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Kampala – Simon Petrus, uno studente della scuola media superiore Abraham Iyambo della regione Ohagwena, Namibia, ha inventato un Smartphone senza carta Sim da cui è possibile telefonare senza dover firmare un abbonamento con le compagnie telefoniche e comprare crediti telefonici per la trasmissione dei dati voce, immagini e video. Il prototipo, fabbricato tramite l’assemblaggio di Smartphone classici in disuso, sfrutta la frequenze radio libere e permette di telefonare gratis raggiungendo tutti i telefoni fissi e mobili del pianeta. Il rivoluzionario telefono è stato sottoposto ai test di funzionalità del Ministero delle Comunicazioni. I test hanno attestato l’operazionalità dell’originale invenzione protetta ora da regolare brevetto.

Simon Petrus è stato finanziato da suo padre, disoccupato, che ha attinto i  fondi necessari dai risparmi familiari, da parenti e amici. Il giovane studente namibiano ha dimostrato nella realtà che è possibile utilizzare le frequenze radio ad onde libere per le telecomunicazioni. Le carte Sim (dall’acronimo inglese Subscriber Identity Module) offerte a poco prezzo dalle multinazionali Telcom, sono delle smart card che inserite nel telefono cellulare permettono di archiviare il numero univoco associato agli utenti di telefonia mobile di reti GSM o UMTS identificando il cliente. Quando la carta Sim è riconosciuta dall’operatore di telefonia mobile, il dispositivo viene agganciato ad una certa cella radio della rete cellulare per mettere a disposizione degli abbonati connessioni voce e dati. La carta Sim non contiene il proprio numero telefonico che è in realtà associato al seriale IMSI in rete, un numero univoco che viene associato agli utenti grazie alla sua memorizzazione a distanza sulla carta Sim.

Simon Petrus è risalito alle origini del cellulare che altro non è che una ricetrasmittente mobile per comunicare in radiotelefonia sull’interfaccia radio di accesso di una rete. Inizialmente il telefonino utilizzava i sistemi standard analogici degli anni Settanta Novanta sintonizzandosi sulle frequenze radio 160/450/900 MHz. Solo nel primo decennio del Ventunesimo secolo si è passato all’utilizzo dei sistemi digitali basati sui sistemi GSMGPRSUMTS/EDGE e VSF-Spread OFDM per le trasmissioni dati 3G e 4G. Il passaggio dal segnale analogico a quello digitale ha permesso d’implementare oltre alla semplice chiamata vocale l’uso dei messaggi di testo, registrazione e visualizzazione foto e filmati, il loro invio e la navigazione su Internet attraverso il protocollo Wireless Application Protocol (WAP).

La maggioranza dei clienti degli Smartphone non è a conoscenza che l’intera tecnologia che ha rivoluzionato il modo di comunicare e i comportamenti sociali in tutto il pianeta Terra è basata sulle antiche comunicazioni radio. Anche la trasmissione digitale è possibile solo a partire da sorgenti radiofoniche classiche attraverso una conversione analogico-digitale dei dati analogici. I ripetitori delle compagnie telefoniche non sono altro che ripetitori di onde radio. Teoricamente è possibile accedere alla rete dati della telefonia cellulare senza passare da una compagnia Telecom se si ha in dotazione un cellulare capace di attuare la conversione analogico-digitale. Ora questo apparecchio esiste grazie allo studente namibiano Simon Petrus.

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