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Stati Uniti: middle-class in subbuglio

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La diminuzione dei prezzi degli alimenti, dei capi di vestiario, degli elettrodomestici e degli strumenti tecnologici rispetto agli anni ’70 – dovuto anche a fattori strutturali come l’imporsi della grande distribuzione – ha sostenuto, unitamente all’aumento del reddito famigliare, un ragguardevole incremento degli acquisti di questa tipologia di prodotti. Ma pur potendo spendere di meno per comprare cibo, vestiti, ecc., le famiglie medie degli Usa hanno dovuto fare i conti con l’aumento delle spese per beni e servizi altrettanto essenziali, come l’automobile, l’istruzione e le assicurazioni sanitarie. Senza contare il prezzo delle abitazioni, cresciuto esponenzialmente e rimasto tuttora a livelli piuttosto alti nonostante la crisi, scaturita proprio dal crollo del mercato immobiliare.

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In altre parole, l’aumento del costo di beni e servizi essenziali come casa e istruzione ha più che compensato il risparmio derivante dalla caduta del prezzo di cibo, vestiti ed altri prodotti industriali. E le famiglie sono le più penalizzate da questo stato di cose, perché i genitori non hanno altra scelta che dotarsi di due automobili (per portare i figli a scuola e recarsi al lavoro, in primis) e sostenere spese sanitarie e per l’istruzione molto più pesanti. L’onere è peraltro aggravato dal fatto che a differenza del passato, quando era sufficiente un percorso di studi limitato (dall’asilo al diploma) per ottenere un reddito fisso sufficiente, ora è necessario conseguire una laurea in un’università di un certo livello per sostenere un analogo tenore di vita. In passato, negli Usa non solo si rimaneva disoccupati per un periodo medio di meno di un anno e mezzo prima di trovare un lavoro, a fronte dei quasi quattro anni necessari attualmente, ma si era nelle condizioni di fronteggiare in maniera più serena e sostenibile una situazione tale da causare una flessione temporanea del reddito, anche rinviando i consumi. Le spese sono diventate molto meno elastiche rispetto agli anni ’70, poiché attualmente non è possibile posticipare il pagamento delle polizze assicurative, delle rate dei mutui o delle rette scolastiche/universitarie.

Per una famiglia statunitense di medio reddito è molto più difficile sopravvivere a periodi di magra rispetto al passato, mentre i redditi dei manager e dei dirigenti delle imprese finanziarie e industriali sono cresciuti in maniera esponenziale, con l’ormai famigerato 1% della popolazione che cattura una quota sempre maggiore della ricchezza nazionale beneficiando – almeno secondo la percezione più diffusa – del collaborazionismo dell’establishment sia democratico che repubblicano. Questo malessere generalizzato tende a tradursi sul piano sociale in crescita di movimenti filo-liberal come Occupy Wall Street  – abilmente infiltrato e sabotato dall’Fbi – e sul piano elettorale in aumento dei voti a favore di candidati collocabili agli estremi dello spettro politico Usa come Donald Trump e Bernie Sanders, nonché in incremento dei consensi nei confronti di fazioni ultra-libertarie come il Tea Party.

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