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Sudafrica secondo le previsioni: ANC è imploso

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Kampala – Lo avevamo scritto un mese fa, il 6 luglio, che con le elezioni amministrative dell’agosto 2016 l’African National Congress (ANC) avrebbe rischiato l’implosione. I risultati – che a breve saranno definitivi – del voto delle scorse ore confermano la previsione: l’ANC è imploso. O, come affermano alcuni analisti sudafricani, il partito fondato da Nelson Mandela – che ha fatto ‘sognare’ il Sudafrica e non solo – ha pagato il costo di avere al suo interno Jacob Zuma, i giovani specialmente hanno voltato le spalle all’ANC. Il partito ha perso le grandi metropoli, tranne Durban, conquistate dal Democratic Alliance (DA). I vincitori di questa tornata elettorale sono Mmusi Maimane,  della Da  -primo leader nero del partito bianco all’opposizione-, e Julius Malema, l’ex leader della Gioventù dell’Anc fondatore del partito di ultrasinistra Economic Freedom Fighters (Eef  -Combattenti per la libertà).

Alla base del crollo dell’ANC – che prima ha cercato di minimizzare e poi ha riconosciuto la sconfitta – la corruzione che con Zuma è diventata sistema, ed è entrata anche nelle Amministrazioni cittadine, e la crisi economica che ha investito il Paese.

Il panorama politico del Paese è cambiato, una ‘piccola’ rivoluzione si è consumata pacificamente e nelle prossime settimane si capirà esattamente la portata di questa svolta, e che ne sarà di Zuma ma soprattutto dell’ANC. Ora il Paese e il partito, scrivono alcuni analisti come Allister Sparks, hanno la possibilità di sbarazzarsi di Zuma«Oggi potrebbe essere una giornata storica nella storia turbolenta della democrazia in evoluzione in Sudafrica, le cose improvvisamente ha cominciato a cambiare per il meglio», afferma Sparks. «Siamo passati attraverso lunghi di lotta culminati con la sconfitta dell’apartheid. Poi, dopo un breve periodo d’oro, di visione e speranza in Nelson Mandela, siamo entrati in una fase di confusione durante la quale il Presidente Thabo Mbeki ha perso la sua strada e ci ha portato nella valle oscura del negazionismo e ci ha consegnato nelle mani del suo vice mal scelto, Jacob Zuma. Questa fase, a sua volta, è stata seguita da sette anni pestilenziali di corruzione, degrado morale e declino economico, che ci ha portato sull’orlo del disastro. Oggi si apre un nuovo capitolo nella nostra vita politica che porterà ad un futuro migliore per tutta la nostra gente».

L’Amministrazione Zuma è stata corrotta, prosegue afferma Sparks, guidata da un uomo che ha passato questi sette anni conducendo una ‘Stalingrado di difesa’ per evitare di andare in tribunale per affrontare il processo su 16 accuse di corruzione, frode, racket e riciclaggio di denaro. Zuma ha creato una rete clientelare all’interno della sua Amministrazione per proteggere se stesso dai processi», continua Sparks.

Il risultato elettorale, secondo Sparks, dovrà scuotere il partito perché faccia quello che non ha avuto il coraggio di fare fino ad ora, che è togliere la presidenza a Zuma. Il partito deve rendersi conto che il futuro dell’ANC è segnato se non riescono a farlo.

«Sotto la guida di Zuma l’ANC è diventato un partito profondamente diviso, sia al suo interno sia con i suoi elettori, i quali hanno inviato un segnale, l’opinione pubblica si muove contro il partito della liberazione, quello di Mandela.  È nelle aree urbane industrializzate che l’ANC sta perdendo sostegno. È qui che il nuovo nero urbano classe media sta rapidamente emergendo, i cosiddetti ‘neri intelligenti’ che Zuma disprezza. In misura crescente la forza principale dell’ANC ora risiede nelle zone rurali che l’Amministrazione Zuma è riuscita mantenere sotto il controllo dei capi tribali non eletti. Qui sta la dicotomia che sta dividendo e paralizzando l’ANC. Il Sudafrica è il Paese più moderno, industrializzato del continente. I suoi abitanti sono persone moderne, urbanizzate in sintonia alla vita della città. Ma negli ultimi sette anni sono stati governati da un uomo la cui filosofia è quella di un tradizionalista che non è in sintonia con questo nuovo Sudafrica. Il messaggio di oggi è che per Zuma è arrivato il momento di andarsene».

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