Bitcoin: dopo i subprime le monete virtuali?

 
 

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Mt. Gox
, tra le maggiori piattaforme di scambio della più famosa tra le valute virtuali, Bitcoin, è, da qualche ora, oscurata. Oscuramento che fa seguito alle dimissioni del suo fondatore Mark Karpeles dalla Bitcoin Foundation, sparito dalla ‘rete’ con la cancellazione di tutti i suoi account twitter. Alla base la scoperta di un maxi furto di 744.000 Bitcoin, il 6% dei 12,4 milioni di quelli in circolazione, per un valore di 350 milioni di dollari.

A inizio 2013, il Bitcoin  -la crypto-moneta al centro dell’attenzione negli ultimi mesi, quello che è stato considerato un particolarissimo esperimento socio-culturale– era scambiato sui 12 dollari, a inizio dicembre 2013aveva superato quota 1.200 e poi aveva fluttuato intorno agli 850 dollari, ieri, dopo la chiusura di Mt. Gox e la sparizione di Karpeles, in Italia era quotato attorno a 490 dollari su Bitstamp e a 501 dollari su Coindesk.

 

 

Bitcoin: che cos’è?

Che cos’è Bitcoin avevamo cercato di spiegarlo pochi mesi fa in questo ampio servizio, nel quale, tra il resto, si denunciavano tutte le difficoltà incontrate nel
reperire informazioni verificabili al 100% e la totale impreparazione del sistema bancario italiano (e non solo) ad affrontare l’argomento, chiaramente, a quel mondo, oscuro. Avevamo provato invano a chiedere quale fosse la loro posizione: all’ABI, senza riuscire ottenere alcuna risposta, così come alla BCE, la quale, informalmente, aveva semplicemente rimandato al proprio report sul monete virtuali dell’ottobre 2012 nel quale sosteneva che non ci si deve preoccupare troppo dei bitcoins, perché le economie movimentate da questa moneta sono ancora troppo piccole.
Il Segretario Generale aggiunto di FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani), Sindacato bancario che conta quasi 100mila iscritti, Mauro Bossola (di Impresa San Paolo) era stata l’unica organizzazione a rispondere alle nostre domande. “Essendo le dimensioni attuali del fenomeno infinitesimali rispetto alla massa di circolante ma soprattutto rispetto ai volumi intermediati dal sistema creditizio e non, il fenomeno non è rilevante”, aveva, tra il resto dichiarato in questa intervista. Il sistema bancario, dunque, per un verso era completamente impreparato, per l’altro verso minimizzava.

La vicenda Mt. Gox Karpeles di queste ore, deve rappresentare l’occasione per una riflessione strutturale sulle monete virtuali, una ‘pianeta’ ancora tutto da scoprire – Bitcoin è solo la più conosciuta-, sull’incapacità del sistema bancario di confrontarsi con questa realtà, sulle nuove forme di virtualizzazione del denaro che possono essere alla base di nuove e inedite crisi finanziarie mondiali  – dopo la crisi dei subprime quella dei bitcoin?

 

 

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