Il colonialismo energetico all’assalto della Barbagia. Non passeranno!

In una terra già sfruttata energeticamente sino allo stremo ci troviamo oggi a combattere l’ennesimo atto di colonizzazione. La Sardigna che produce il 30% di energia elettrica in più di quanta ne consuma, ma che la paga il 40% in più della media italiana, secondo i politici regionali deve essere ancora sfruttata e asservita alle multinazionali di turno per produrre altra energia. La società Gamesa Energia Italia Spa, controllata dalla società spagnola IBV, vorrebbe costruire un impianto eolico da 18 megawatt tra Nuoro e Orani, tra sugherete, nuraghi e domus de janas, minacciando di procedere a espropri se non verranno concesse in affitto le terre e avanzando con prepotenza la motivazione di “pubblica utilità” del loro progetto. “Pubblica utilità” che altro non è che il bisogno di energia elettrica dei grandi industriali a discapito della terra dei Sardi.

Continuiamo ad assistere all’incessante svendita della nostra terra e alla continua distruzione del nostro paesaggio e della nostra storia in un territorio già colpito in passato dallo sfruttamento minerario e dalla devastazione ambientale.

Il Fronte Indipendentista Unidu, organizzazione di difesa del Popolo Sardo, non può restare in silenzio.
Vogliamo e dobbiamo a tutti i costi fermare gli speculatori!

Il nostro obiettivo è quello di favorire la nascita di un’industria compatibile con le nostre risorse e con i territori, e crediamo che sia opportuno realizzare una vera democrazia energetica, fatta di piccoli produttori di energia e non di grandi multinazionali che espropriano le terre dei pastori per arricchirsi con le risorse dei Sardi! Ribadiamo con fermezza la necessità di adottare la nostra richiesta di moratoria per tutte le nuove costruzioni di impianti eolici, fotovoltaici, a biomasse e termodinamici e chiediamo che la Regione elabori una rigorosa valutazione dell’impatto socio-economico sui territori per ogni progetto presentato.

I colonialisti non passeranno!