Non toglieteci pure la satira

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Già molti altri, più bravi di me, e prima di me hanno affrontato il tema Boschi.
Che non è un problema da poco, perché investe la satira, lo sfogo di un popolo costretto comunque a subire fior di angherie. Se non ci vendichiamo della Casta almeno con lo sfottò, cosa ci resta?
Dunque, la “Principessa sul Pisello” come l’hanno definita in molti, ha reagito malamente (salvo una retromarcia tardiva che non ha convinto nessuno) all’imitazione che Virginia Raffaele ha fatto della freschissima e affascinante ministra.
Addirittura la Boldrini si è scagliata contro quella che ritiene una satira sessista, ma soprattutto (ed è il fatto grave) l’entourage della bellabionda si è rivolto con fare vagamente minaccioso alla presidenza Rai.
Dove sta il problema? La stessa, bravissima, Virginia aveva già imitato 17 donne, ad eccezione di Belen e della Pellegrini, tutte politiche. La Minetti, la Biancofiore, la Polverini, la Pascale per non dire della Carfagna presa di mira pesantemente dalla Germani o della stupenda Gelmini della Cortellessi. Non ricordo più chi ha imitato la Guzzanti, ma certamente anche lei non è una che scherza. Naturalmente ci riferiamo alle donne perchè da sempre la satira ha colpito i potenti (chi altri sennò?), senza distinzioni di sesso.
Evidentemente la Boschi, così come la Kyenge o, fra i maschietti, Formigoni non stanno al gioco.
Peccato perché c’è un solo sistema per rispondere: dimostrare con i fatti di essere migliori di quello che appaiono (o quantomeno alla pari: bella e brava).
Sul piano oggettivo bisogna ammettere per esempio che la Carfagna c’è riuscita.
Mariaelena è sicuramente bella e deve farsene una ragione: spetta a lei farci vedere che è anche capace. Finora mi pare che non abbia dato nessun segnale significativo.
Lo aspettiamo con impazienza (e simpatia).

 

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