Renzi tra tagli e polemiche

Renzi nuova

«Il risparmio previsto è di circa tre miliardi partendo da una base potenziale di 7 miliardi». Il Commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli, in audizione al Senato, inizia a fornire pubblicamente la cifra che si potrebbe risparmiare per finanziare, almeno in parte le misure per la crescita. Il piano prevede tagli alla difesa, meno risorse per le imprese, una riorganizzazione delle Forze di Polizia e il taglio degli stipendi dei dirigenti.

Ma il taglio più doloroso dal punto di vista politico sono le 85 mila eccedenze tra il personale della pubblica amministrazione (per le quali sarebbe prevista la mobilità). Per questo risparmio il governo pagherà un prezzo politico molto alto. Infatti la CGIL, con l’ennesimo capovolgimento di umore nei confronti del governo, parla di «ennesimo attacco al sistema pubblico e del welfare».

Sempre nell’ambito dell’amministrazione pubblica Cottarelli ha affrontato anche il tema del turn over, cioè il meccanismo che fa scattare un’assunzione per ogni dipendente che va in pensione. II commissario non è d’accordo sul blocco totale del turn over perché è vero che lo Stato risparmierebbe ma ci sarebbe anche un invecchiamento dei dipendenti dello Stato con conseguenze sulla qualità del servizio. Una soluzione, ha affermato Cottarelli, potrebbe essere il ricorso a incentivi all’uscita dal settore pubblico con finanziamenti una tantum, prepensionamenti con la soppressione di alcune posizioni, esoneri dal servizio, collocamento in disponibilità del personale, riduzione dei servizi esternalizzati.

Il risparmio più sostanzioso verrà però dal taglio di beni e servizi. Quello che sicuramente avrà più ripercussioni sociali è la riduzione dell’organico delle Forze di Polizia (che Cottarelli in Senato ha chiamato la «razionalizzione».

Un’altra tegola per Renzi arriva dalla Ragioneria di Stato che blocca i soldi delle pensioni dei quattro mila insegnanti che a causa della riforma dell’ex ministro Elsa Fornero, non erano riusciti ad andare in pensione nonostante avessero i requisiti. Un regolamento dei conti fra alti burocrati dello Stato e Renzi deciso a sminuirne ruoli e funzioni?

Se i problemi di Renzi sono tutti di natura politica, nell’opposizione coincidono ancora una volta con le vicende giudiziarie di Berlusconi. Il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto alla III sezione penale della Suprema Corte di confermare la pena accessoria disposta dalla Corte di Appello di Milano (due anni di interdizione dai pubblici uffici in relazione al processo Mediaset). La difesa chiede di sospendere l’udienza e inviare gli atti alla Corte europea di Strasburgo affinché valuti se siano cumulabili le sanzioni accessorie della legge Severino con quelle dell’interdizione dai pubblici uffici. La parabola politica di Berlusconi potrebbe concludersi questa sera.

 

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