Thailandia: cade l'ultima dei Shinawatra

Yingluck Shinawatra Thailandia

Bangkok – La Premier thailandese Yingluck Shinawatra è stata destituita per decisione della Corte Costituzionale di Bangkok, che l’ha giudicata colpevole di violazione della Carta, abuso di potere per aver deciso, nel 2011,  il trasferimento ad altro incarico del responsabile del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Thawil Pliensri, allo scopo di garantire benefici di carriera a parenti e alleati politici del capo del Governo.

Lo status da Primo Ministro si è concluso, hanno sentenziato i giudici. Yingluck Shinawatra. La decisione appare destinata a inasprire ancora di più le tensioni nel Paese, già profondamente diviso: ci si attende che i sostenitori di Yingluck -le cosiddette ‘canmice rosse’- scendano in piazza per protestare, scatenando l’opposizione.

La ex Premier è stata sostituita, al suo posto è stato nominato  Niwattumrong Boonsongpaisan, finora Ministro del Commercio.

Di norma, la sostituzione di Shinawatra sarebbe spettata alla Camera dei Rappresentanti, il ramo basso del Parlamento bicamerale di Bangkok, l’unico interamente elettivo. La Camera però al momento non esiste: lo scorso dicembre fu sciolta  proprio da Yingluck che, nel tentativo di tacitare l’opposizione, indisse elezioni anticipate per il 2 febbraio. La consultazione fu però pesantemente boicottata dai partiti a lei ostili, e alla fine la stessa Corte Costituzionale ne sancì la nullità il 21 marzo. Nuove elezioni generali sono previste per il prossimo 20 luglio.

Nel Paese, la democrazia si è inceppata, e la destituzione di Yingluck rischia di esasperare pericolosamente il clima. Un blocco della democrazia che pesa fortemente anche sull’economia: secondo un recente studio condotto dal Kasikorn Research Centre l’economia thailandese è vicina ad entrare in stato di recessione, proprio causa la turbolenza politica.

Con la destituzione di Yingluck la saga dei Shinawatra pare a una svolta.

 

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