Il turismo in Grecia ritrova la sua gloria passata

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Nel 2012 la crisi ha colpito il turismo greco, la più grande risorsa dell’economia nazionale. Negli ultimi due anni la situazione è radicalmente cambiata. 

Secondo i dati ufficiali preliminari, da gennaio a marzo di quest’anno, 1.187.000.000 turisti hanno scelto la Grecia come destinazione. C’è stato un aumento del 18,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Certo, vi è un aumento degli arrivi di turisti stranieri in Grecia, e questo è il motivo per cui il la stampa nazionale e internazionale parla di una crisi al tempo passato per il settore del turismo. Quest’anno sarà raggiunto un altro record, con 19 milioni di arrivi internazionali e 13.000.000.000 € di reddito diretto.

Xenophon Petropoulos, Responsabile Comunicazione e Relazioni Pubbliche di SETE (Confederazione del Turismo greco) ha risposto alle nostre domande.

 

Siamo di fronte a un boom o il turismo greco ha l’infrastruttura per supportare questa crescita?

Il turismo greco non si trova a questo livello per semplice caso. Negli ultimi anni, durante la crisi, il settore è riuscito a raggiungere i propri obiettivi e a confermare che si tratta di uno dei pilastri fondamentali per la ripresa dell’economia greca. Nei prossimi 8-10 anni, il turismo diventerà una forza trainante dell’economia greca, con oltre il 35% e il 38% del potenziale di crescita complessiva in termini di valore aggiunto lordo (VAL) e occupazione, rispettivamente. I visitatori internazionali saranno tra 22 e 24 milioni e allo stesso tempo aumenterà la spesa media per viaggio. Il contributo totale di valore aggiunto sarà 41-44 miliardi di € (+ 16 rispetto ai 17 di oggi) e circa 1 milione di occupati (300 mila nuovi posti di lavoro rispetto a oggi). Sarebbe necessario un aumento dell’investimento medio annuo di circa 3,3 miliardi di dollari all’anno per i prossimi otto anni. Tali investimenti sono legati alla riqualificazione mirata delle strutture esistenti (250 000 posti letto a 4* e 5* stelle), la creazione di nuove infrastrutture di qualità e capacità di accoglienza. 

 

Questa è stata una “sorpresa” in qualche modo prevista, ma non è stato affatto piacevole e ha colpito il turismo greco il fallimento del tour operator russo “Labirint”, che portava in Grecia i turisti russi. L’aumento degli arrivi è in grado di coprire le perdite dovute alla crisi ucraina russa e al fallimento dell’agenzia di viaggi Labirint?

Secondo le informazioni disponibili, negli ultimi sette mesi vi è stato un aumento del 16,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Si stima che 19 milioni di arrivi internazionali saranno raggiunti senza difficoltà, nonostante i problemi derivati dalla crisi ucraina. In effetti, il funzionamento del mercato turistico russo ha caratteristiche di ‘bolla’, e ci si aspettava un momento di gravi conseguenze. Tuttavia, la crisi attuale ha un aspetto positivo, in quanto porta al consolidamento e alla ristrutturazione del mercato, con ottime prospettive a medio termine (2,5 milioni nel 2021).

 

C’è stato un rapido declino del turismo interno. Questo effetto diventa evidente nel mercato del turismo?

Dal 2008 abbiamo perso quasi il 50% del turismo interno, con tutte le conseguenze che si possono immaginare, per le imprese locali e del turismo che sono legati alle economie del turismo interno. Ma il 2014 è stato il primo anno ad aver mostrato un aumento dal 6% all’8% nel turismo interno.  Il classico prodotto ‘sole e mare’ è il vantaggio principale di tutte le nostre destinazioni, con un’occupazione chiave che spesso tocca 100%. Le isole greche sono sempre la prima scelta dei turisti. Tuttavia, si dovrebbe notare che quest’anno Atene ha fatto una grande rimonta, con un incremento del 30% rispetto allo scorso anno.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

 

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