Se anche Vittadini rinnega Berlusconi

meeting-2014

Ah, umana ingratitudine. Adesso persino Giorgio Vittadini, Gran Capo della Fondazione per la Sussidiarietà (e comunque creatore e tuttora vero Referente Ultimo della Compagnia delle Opere) dice di aver sbagliato nel votare per Silvio Berlusconi. Peraltro una sola volta, ‘nel 2008’. (Forse vero, ma non però credibile, come quelle signore di piccola virtù che in confessione, compunte, si autoriducono generosamente il numero delle fornicazioni).

Sbandierando il suo renzismo a 24 carati, ripudiando il passato, rivendicando la sua vicinanza al Governo (‘Vicini a qualsiasi Governo’, diceva di esserre, a sua volta rivendicandolo, la Fiat), Vittadini si prepara ai tempi nuovi. E migliori (ma anche in passato a lui ed ai suoi non è che sia andata male).

Ricorda una magnififica vignetta di Forattini (parlandone da vivo e non da morto), quando all’ennesima giravolta di endorsement politico scalfariano (nel senso di Eugenio) bollò ferocemente: ‘Adesso tocca al Nicolazzi, poi si ricomincia il giro‘. Ecco, basta aspettare, Silvio. 

 

E poi…  Altre Feste. Sul fatto che dedicare la Festa dell’Unità a De Gasperi sia un po’ bizzarro, il Senatore Democratico ed ex Tesoriere DS Ugo Sposetti, non è che abbia tutti i torti. Lui andrà in espiazione sulla tomba di Palmiro Togliatti. Una delegazione di Democratici appartenenti al gruppo dei ‘Comunisti per Tabacci’, su quella di Karl Marx. Noi, con profonda gratitudine, su quella di Groucho Marx.

 

Giorgio Vittadini