Il giorno di Joko Widodo

Joko Widodo

 

Bangkok – L’ascesa ufficiale al soglio presidenziale di Joko Widodo  l’altro ieri non è passata inosservata. Non solo per lo scostamento nella progressione lungo la via della democrazia nella sola Indonesia ma anche per la vasta risonanza che tutto questo ha in Indonesia, il Paese islamico più popoloso al mondo, ma anche in tutta l’area asiatica e più in generale nel contesto islamico.

Widodo rappresenta una grande speranza e già si constatata una  marcata  differenza rispetto alla Presidenza precedente, il che è la cifra del successo di Widodo nella sua campagna presidenziale, un successo che lo ha condotto a rivestire il ruolo di capo della sua Nazione. Innanzitutto, come è noto,Widodo non proviene dalle file dell’apparato dell’Esercito come Suharto Susilo Bambang Yudhoyono . Sebbene musulmano non è il risultato del blocco elettorale in precedenza solido tra l’Esercito e la componente islamica nazionale, Widodo non è nemmeno l’espressione della parte elitaria del Paese, come Sukarno , Habibie e Megawati  o della specifica classe religiosa come Abdurahman Wahid.

Il 53enne Jokowi è nato nella suburra, diventa un imprenditore nel settore dei mobili d’arredo e poi emerge definitivamente dal ‘mondo del legno’ per diventare Sindaco di Solo nel 2005, Governatore di Jakarta  nel 2012 ed oggi Presidente della quarta Nazione al Mondo per estensione. Tutto in soli nove anni, il che lo si può considerare spettacolare e senza precedenti (non solo) in Indonesia.

La popolarità di Jokowi trova fondamento nel suo volto fresco, unito alla semplicità e umiltà dell’ ‘omino piccolo’ che si pone la grande missione di riformare il suo Paese e tirarlo fuori dalle secche della storia per portarlo ad essere vero protagonista del proscenio mondiale. Questo è il punto di riferimento di tutta la vasta schiera dei votanti che hanno lungamente cercato una valida alternativa all’establishment militare o di casta economica agiata.

Dopo mesi di numerose verifiche  e riscontri circa il voto, oggi Jokowi è libero da remore, ha pieno mandato ma soprattutto ha margini di movimento e potenzialità del tutto inesplorate. Inoltre, i suoi supporter sperano di essere traghettati in una Nazione realmente sviluppata, un luogo soleggiato dove ogni indonesiano possa vivere senza tener conto del suo mondo sociale di provenienza, uno scenario sotto forma di vasto arcipelago abitato da 250 milioni di persone che guardano al proprio destino in termini di potenza marittima regionale nello scacchiere Sud Est asiatico ma non solo.

Ovviamente non mancano i problemi, il più delle volte si tratta di questioni lasciate in sospeso dalle Amministrazioni precedenti come il ‘peso’ dell’economia nazionale, la necessità di creare nuovi posti di lavoro, lo stato di vero e proprio sottosviluppo delle infrastrutture-una palla al piede della crescita nazionale-, lo snellimento dell’apparato burocratico visto come un mostro elefantiaco,che si mostra lento e ai limiti della improduttività,senza dimenticare di tralasciare un altro male endemico di vasta parte d’Asia: cioé la corruzione.

 

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