Che fa RAI?

RAIWAY

La riforma del sistema di governo della Rai è una priorità. E come tale era stata individuata e, comme d’habitude, calendarizzata, seppur in via generale, dal Presidente del Consiglio.

E’. In teoria. In concreto sarebbe, ché ora si è (cioè ha) deciso che la Rai può attendere. E dunque si rimane nell’attuale palude. Prendiamo atto che il Direttore Generale, Luigi Gubitosi, e la Presidente, Anna Maria Tarantola, hanno sostanzialmente ben operato. Soprattutto se si tiene conto dei limiti dei loro poteri. Se poi dovessimo considerare anche i predecessori…

Però Matteo Renzi ha deciso, da subito, di tenere la Rai in stand by, di avere rari, o inesistenti, rapporti con i vertici, in particolare con il braccio operativo Gubitosi. Di governare con l’assenza. Anche perché l’Italia in generale, e figuriamoci la Rai, è piena di gente che pagherebbe per vendersi, e il renzismo viene adeguatamente omaggiato e rappresentato. E dunque questi vertici scadono a inizi 2015, però qualcuno tra i massimi dirigenti potrebbe decidere di andarsene anche prima. Ma nulla è veramente ancora definito. Condizione ideale per l’ex sindaco di Firenze che da abile giocatore di poker ama mettere sul tavolo le carte buone solo all’ultimo momento. Quello giusto.

In questi ultimi mesi, ed ora, il punto di osservazione più interessante (e di riflessione ed operatività), è rappresentato dagli appuntamenti sul possibile nuovo assetto Rai organizzati da Mario Morcellini a Scienze della Comunicazione di Roma. La Pallacorda, come è stata definita con omaggio alla rivoluzione francese, ha visto anche al quinto appuntamento odierno la presenza di massimi dirigenti gestionali e giornalistici, amministratori ed ex amministratori. Che hanno proposto di superare le modalità attuali per un modello partecipativo misto tipo BBC. Che pare proprio sia quello cui pensa anche Renzi.

Nel frattempo. 

Oggi si è chiuso il discusso collocamento sul mercato di Rai Way. Vedremo come reagirà domani la Borsa, ed il valore effettivo delle azioni.

Crescono le azioni del dinamico duo di Rai Uno, Giancarlo Leone e Maria Pia Ammirati.

In tanti, da tutti i fronti, Cinquestelle compresi, continuano a rivolgersi a Sergio Zavoli per suggerimenti ed indicazioni. Anche in questi giorni. E lui, da anni senatore PD, tira le fila di un sua personale, ecumenicamente operativa, visione della professione giornalistica e delle Istituzioni. E a novant’anni abbondantemente compiuti son soddisfazioni.

 

italia