Pacchi sotto l'albero

Dopo che la maggioranza, nonostante le ‘biricchinate’ inscenate dal M5S, è riuscita a mandare in porto ieri sera la Legge di Stabilità e in attesa del Consiglio dei Ministri di domani e dell’inizio del periodo festivo, la politica sembra oggi immersa in un’atmosfera di bonaccia che caratterizza. L’unico tenue vento in questa calma piatta è stata l’intervista grondante uno zuccheroso spirito natalizio rilasciata dal Premier Matteo Renzi ai microfoni di ‘RTL‘. Tra i diversi temi di cui ha parlato c’era la pessima vicenda che riguarda i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, «un incredibile pasticcio combinato e causato da una serie di errori grossolani». Il Premier si è detto fiducioso, dal momento che «Per la prima volta dopo mesi il Governo indiano ha espresso il desiderio di una soluzione condivisa e concertata». Le diplomazie sono dunque al lavoro per trovare una soluzione che consenta di riportare presto a casa i due militari, ma tutto dovrà avvenire «in un clima di rispetto istituzionale». Ottimismo, insomma, ma accompagnato dalla riservatezza necessaria: «ogni parola è di troppo. Non passa un giorno senza che pensi a quella vicenda e cerchi di risolverla con i canali della diplomazia. È il momento di non aprir bocca e di risolvere i problemi».

Renzi ha anche parlato del decreto per la riqualificazione ambientale dell’impianto siderurgico ILVA di Taranto, un provvedimento rispetto al quale l’UE potrebbe avere da eccepire, considerandolo una forma di aiuto di Stato a un’impresa privata in crisi. Ma «L’Europa deve smetterla di vivere gli investimenti come un problema. (…) Con tutti i morti di tumore che ci sono stati, volete impedirmi di mettere i soldi per riqualificare l’ambiente a Taranto? Io trovo che se l’Europa vuole impedire di salvare i bambini di Taranto ha perso la strada per tornare a casa e comunque io sono fedele agli impegni con quei bambini che a qualche regolamento astruso dell’UE. Noi a Taranto faremo il risanamento ambientale e nel 2015 faremo gli investimenti necessari».

Un breve cenno anche al decreto di riforma della Giustizia che prevede la depenalizzazione dei reati lievi: «molti animalisti sono preoccupati perché sembra che depenalizziamo il maltrattamento degli animali» ha detto «ma vorrei rassicurare: queste norme non sono ancora legge, saranno modificate. Ascoltiamo sempre tutti. Si può anche sbagliare e modificare in corsa qualche riforma che facciamo». Analoga confessione e promessa di redenzioni Renzi l’ha fatta sul trattamento riservato alle partite IVA nella Legge di Stabilità fresca di varo; in particolare, il punto problematico, ha spiegato il premier, è che «abbiamo ridotto al settore le tasse di circa 1 mld per 1 milione di destinatari, ma il meccanismo ha un effetto che fa molto arrabbiare i giovani nella suddivisione di questi soldi. Il giovane avvocato o architetto ha qualche difficoltà in più essendo stato alzato il contributo sociale». «Non possiamo non inserire nei prossimi mesi» ha proseguito «un provvedimento ad hoc per i giovani professionisti che non hanno avuto vantaggi dalla Legge di Stabilità: un intervento correttivo è sacrosanto e mi assumo la responsabilità di farlo». E la responsabilità di aver approvato una legge con una simile criticità – se il Natale non imponesse un regime forzoso di bontà – chi se la assume?

Importanti parole del suo intervento Renzi le ha riservate a una ‘laudatio publica pro vivo’ per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «l’italiano dell’anno nel campo della politica» perché «aveva scommesso sulle riforme e sono partite». Motivazione, quest’ultima, in cui – a voler essere maliziosi a ogni costo – si potrebbe intravedere una forma di autocelebrazione da parte del premier. «Le persone normali» ha concluso «sanno che c’è un presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano che è un galantuomo. E sperano che non si dimetta, o si dimetta il più tardi possibile».

In mattinata il Presidente del Consiglio ha incontrato il Capo dello Stato. Comunicati ufficiali del Quirinale sul colloquio non sono usciti, ma i due dovrebbero essersi confrontati principalmente sulla questione dei 2 marò e sulla strategia diplomatica da tenere col governo indiano; in questa prospettiva, non stupisce lo stretto riserbo istituzionale sull’incontro. Altri temi trattati nell’incontro sono le misure relative alla messa a punto dei decreti attuativi del Jobs Act e al fisco: due argomenti che, assieme all’affare marò, saranno all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di domani.

 

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