Nepal: zero-cost migration policy

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Qualche settimana fa il Governo nepalese ha varato la zero-cost migration policy, un accordo volto a tutelare i diritti delle centinaia di migranti nepalesi che si trasferiscono ogni anno negli stati del Golfo Arabico o in Malesia per lavoro. Il provvedimento garantisce che quest’ultimi non debbano più farsi carico delle ingenti spese per i biglietti aerei e i permessi di soggiorno, i quali dovranno essere invece procurati dal datore di lavoro.
L’entrata in vigore dell’accordo è stata seguita da numerose proteste da parte delle agenzie di collocamento nepalesi, le quali rivestono il ruolo di intermediari tra le aziende estere e i migranti, e ricevono altissime commissioni proprio dalla vendita ai lavoratori di biglietti aerei e visti.
Il Ministro del Lavoro nepalese Tek Bahadur Gurung ha dichiarato che il Governo non rivedrà la proposta e che dal 6 luglio 2015 i migranti non dovranno più sostenere i costi dei propri biglietti aerei e visti. «Prenderemo seri provvedimenti contro le agenzie che continueranno a chiedere grosse somme di denaro ai lavoratori», aggiunge Gurung, il quale ha chiesto alle ambasciate nepalesi in Malesia, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi, Bahrain e Oman di bloccare le domande di compagnie locali in cerca di manodopera nepalese, a meno che non siano disposte a sostenere i costi in questione. 

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