Usa: violenze della polizia? Ecco Copwatch

La morte di Freddie Gray nell’aprile scorso a Baltimora ha fatto esplodere, ancora una volta, la questione razziale negli Usa. In particolare a colpire l’escalation di episodi che hanno avuto come protagonisti afro-americani e polizia. Diverse le morti sospette, a partire propri oda quella del giovane Freddie, 25 ani, arrestato il 12aprile e una settimana dopo ucciso da una ferita alla colonna vertebrale inferta da sei poliziotti che lo avevano fatto entrare nel pulmino per portarlo in cella. Tanti gli episodi di violenza in varie parti degli Stati Uniti, che hanno fatto temere il peggio. Ad intervenire anche la Casa Bianca, che ha chiesto che venisse fatta luce su questi gravi casi di cronaca.

Ad aumentare il proprio lavoro è stata Copwatch, una organizzazione nata a Berkele, in California, nel 1990 e che ormai ha raggiunto una diffusione nazionale e non solo (basi ci sono anche in Canada ed Europa). L’attività del gruppo è quella di monitorare l’operato delle forze dell’ordine durante le loro azioni, per controllare che non avvengano episodi di violenza ingiustificata. Armati di videocamera, gli attivisti seguono passo dopo passo i poliziotti. Copwatch spera che il monitoraggio dell’attività della polizia possa essere un deterrente contro la cattiva condotta dei suoi agenti. Alcuni gruppi sono presenti anche durante proteste e manifestazioni di strada, al fine di garantire che la polizia non violi i diritti dei manifestanti. Copwatch afferma che la sua è una politica di non interferenza con la polizia, anche se diversi sono stati i casi dubbi, come quello avvenuto a Phoenix, in Arizona, dove alcuni militanti hanno aumentato gli sforzi di ‘sorveglianza inversa’ sulla polizia, nel tentativo di documentare episodi di racial profiling, ossia la pratica di sospettare un uomo solo per la sua razza. Copwatch ha anche promosso la campagna ‘Conosci i tuoi diritti’ per educare la popolazione sui diritti umani e legali quando si interagisce con la polizia, e alcuni gruppi sono attivi nell’organizzare eventi per evidenziare gli abusi perpetrati dalla polizia.

Diverse però le critiche nei confronti di Copwatch. La polizia infatti ha sollevato forti dubbi sulle loro azioni,  che potenzialmente possono creare problemi per la sicurezza delle forze dell’ordine. Per questo alcune pattuglie in varie parti d’America hanno risposto all’impennata dei video amatoriali con l’installazione di telecamere nelle auto della polizia per proteggere gli ufficiali da false accuse che possono arrivare dal gruppo.

(Video tratto dal New York Times)

 

 

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