Nigeria: priorità sconfiggere Boko Haram

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Una doccia fredda è calata sullo Stato Maggiore dell’Esercito nigeriano. Il Presidente Muhammadu Buhari ha concesso ai Generali tre soli mesi per sconfiggere il gruppo terroristico Boko Haram. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi molte teste cadranno. A dir il vero di teste ne sono già cadute. Vari Generali e Colonnelli sono stati rimpiazzati, alcuni addirittura degradati o messi gentilmente in pensione in quanto rei di inefficienza o sospettati di aver lucrato sull’immenso budget dato a disposizione dalla precedente amministrazione Goodluck invece di combattere i terroristi al nord. Dal primo giorno di insediamento alla Presidenza, lo scorso marzo, l’ex militare e personaggio chiave durante il regime dei Colonnelli ha imposto una tattica innovativa e diametralmente diversa da quella attuata dal suo predecessore Jonathan Goodluck. Ha spostato lo Stato Maggiore dell’esercito dalla capitale Abuja a Malduguri, la capitale dello Stato del Borno roccaforte dei terroristi.

«Non si può combattere una guerra a km di distanza. I comandanti devono essere sul posto e condividere con le loro truppe il rischio di essere ammazzati. Quando un Generale gioca alla guerra vivendo nel lusso perde e fa morire inutilmente dei bravi soldati. Quando è in prima linea con le sue truppe e  combatte per salvare la sua vita, vince», sentenziò il 28 marzo scorso in una riunione presso lo Stato Maggiore dove fu comunicata la nuova sede direttamente sul fronte delle operazioni militari. Buhari ha tolto dal terreno delle operazioni molti battaglioni di soldati del sud e le forze speciali anti terrorismo, ree di diversi crimini contro i civili, sostituendoli con battaglioni di soldati del nord che meglio conoscono terreno e la popolazione. Ha inoltro formato un reparto speciale formato da veterani a lui fedelissimi. Una specie di Guardia Pretoriana super addestrata sia nei combattimenti che nel rispetto dei diritti umani. Molti di essi provengono da soldati formati nelle missioni di pace ONU ‘full combact’ richiamati dal fronte Nigeriano. In questa Guardia Pretoriana si registra la presenza di vari guerrieri Zagawa il clan nomade transfrontaliero che è al potere in Ciad. Lo stesso presidente ciadiano Idriss Deby Itno appartiene a questo clan.

La scelta è stata compiuta per meglio coordinare le truppe nigeriane con le forze di rapido intervento della MJTF (Multinational Joint Task Force) la forza multinazionale africana forte di 9.000 uomini super addestrati provenienti da Camerun, Ciad e Niger. In accordo con i Presidenti del Camerun e del Ciad, Buhari ha sganciato la MJFT dalla cooperazione con gli esperti militari francesi e americani. I primi fortemente sospettati di fornire armi munizioni e forse anche informazioni ai terroristi di Boko Haram. La forza multinazionale riceve i finanziamenti occidentali ma gestisce ora in autonomia le operazioni militari.

I risultati ottenuti sono strabilianti. I vari gruppi armati che compongono Boko Haram hanno perso oltre la metà dei territori precedentemente occupati nel nord del Paese. Sono sensibilmente diminuite le loro scorribande transfrontaliere, così come gli attacchi terroristici. La diminuzione degli attacchi terroristici è difficile da percepire in occidente in quanto i vostri media giustamente riportano periodicamente quelli più eclatanti dando l’impressione che il trend di morte e distruzione continui inalterato e con la stessa intensità dei mesi passati. Le cellule terroristiche sorte nel centro e nel sud del Paese vengono smantellate una a una, diminuendo così il rischio di allargare il fronte terroristico a tutto il territorio nazionale.

Boko Haram