ECPMF, a difesa dei giornalisti europei

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Bruxelles – Per gli europei la libertà di stampa è un fatto acquisito. Eppure esistono ancora in Europa Paesi dove questo ‘fatto acquisito’ va ancora conquistato, dove giorno dopo giorno molti giornalisti continuano a lavorare pur essendo vittime di intimidazioni, minacce e soprusi a causa del loro lavoro, anche nell’Europa dei 28 che pone la libertà di espressione e informazione tra i diritti fondamentali dei cittadini europei, garantendone la tutela. Il tutto codificato nel Trattato di Lisbona di cui la ‘carta’ è diventata parte integrante.

Eppure la libertà di stampa continua ad incontrare difficoltà in vari Paesi d’Europa. E non solo a causa di estremisti ‘arrabbiati’, come è stato in gennaio il caso dell’eccidio al ‘Charlie Hebdo parigino.

L’ultimo, in ordine di tempo, è il caso di due tedeschi, Andre Meister e Markus Beckedahl, redattori del blog ‘Netzpolitik.org’, che il 24 luglio scorso si sono visti recapitare una lettera del procuratore federale tedesco che li informava di essere sotto inchiesta per tradimento. Nel blog da essi diretto erano apparsi due articoli che rivelavano il progetto dei servizi segreti tedeschi di espandere il bilancio federale destinato alle operazioni di intelligence. Gli articoli erano apparsi in Febbraio e in Aprile. All’epoca lo scoop era passato inosservato. La Germania aveva gli occhi altrove. Ma dopo la dura presa di posizione dell’autorità giudiziaria federale, i cittadini tedeschi hanno reagito arrivando persino a protestare in strada per difendere la libertà di stampa. Il procuratore ha dovuto fare marcia indietro dopo una dura presa di posizione della Cancelliera federale Angela Merkel e del Ministro della Giustizia Heiko Maas. Il procuratore, Harald Range, ha quindi sospeso l’inchiesta sul caso ‘Netzpolitik.org’ ma ha voluto togliersi un ultimo sassolino criticando il Ministro «per interferenza nell’indipendenza del potere giudiziario». Il Ministro Haas ha a sua volta reagito licenziando Range e aprendo così un acceso dibattito sui limiti dell’azione del potere esecutivo, di quello giudiziario e della stampa.

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