Cl e Meeting: opportunità e rimpianti

E poi, verrebbe da chiedersi. Poi, dopo i ‘fasti’ riminesi e l’unzione del Nuovo Messia, Matteo Renzi? l’attesa era stata quasi ‘trepidante’, anche per riempire i vuoti, anche quelli della sala stampa. Che rimarrà, dunque, di questo Trentaseiesimo Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, ormai sinteticamente Meeting Rimini 2015 iniziato lo scorso 20 agosto., in tono minore, in mezzo alla gran tempesta politico-giudiziaria. E, soprattutto, che ne sarà di Comunione e Liberazione? un Movimento (ecclesiale, ma non solo) che ha espresso, ed esprime, il meglio ed il peggio possibile ‘di’ e ‘in’ questo nostro Paese. Paradosso, certo, ma reale, concretissimo.

«Italia terra di opportunità, non di rimpianti» ha detto il Presidente del Consiglio, ed ha ragione. In astratto. Quanto alla concretezza si tratta di vedere. Con non troppe speranze, visti i precedenti, generali e specifici. ‘L’Italia e la sfida del mondo’ era il tema del suo intervento. Anche questo evocativo di altre domande, da rispecchiare proprio sui ‘padroni di casa’. Il ‘giovane favoloso’ ha, già che c’era, promesso di tutto ai suoi nuovi (ma neanche troppo) amici e protetti. Agli italiani, così, tanto per gradire, l’abolizione di Imu e Tasi entro il 2016.

Le domande, e le affermazioni, di Renzi, dicevamo, possono e debbono valere anche, soprattutto, per la stessa Cl.

E quindi quali Rimpianti da e di questa storia, che, iniziata come grande esplosione vivificatrice, si è impantanata nelle gore di una traduzione politica, economica, sociale e via dicendo, che proprio per essere amichevoli-amichevoli possiamo definire discutibile. In realtà ben peggio. E oggi sembra alla ricerca di  una nuova identità. E quali Opportunità provengono dalla crisi, esterna ed ancor più interna (benché, quest’ultima, tenuta sottotraccia) in pieno corso?

E, ancora, quali sono le Sfide che può, deve affrontare. Ancora una volta: esternamente, ma ancor di più internamente. Per riprendere quel cammino (cammino incerto della buona intenzione di fondo) iniziato sessanta anni fa da Don Luigi Giussani, e che rappresenta comunque un patrimonio straordinario. Cercheremo, anche in futuro, ed ancor più approfonditamente, di ragionare senza voler buttare via il bambino con l’acqua sporca. Ma non accettando, come invece sostanzialmente avviene da parte di Cl, che quell’acqua sporca non sia. L’acqua sporca c’è, abbonda di batteri perniciosissimi (bastino, per tutte, tante, troppe, le vicende della Cooperativa La Cascina, una storia che viene da lontano, con fondamenta giudiziarie che risalgono agli anni 90, che con Mafia Capitale si è confermata essere irremidiabilmente malata di ‘autoaccanimento mafioso’), batteri, dicevamo, che possono condurre a rapida, atroce morte. Chiedendosi quale ne sia l’origine. Ancor più: la scaturigine. Ed il come, ed il perché, e soprattutto il chi, di simile, clamorosa, eterogenesi dei fini.

Ancora, ed infine. Il filo conduttore di quest’anno è stato ‘Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?‘. Ragionamento, sulla mancanza, e sul modo di riempirla, che nella fattispecie non riguarda solo, e soprattutto, gli altri. Riguarda anche, per esempio, il ‘vuotopontificio del quale il Movimento, con l’ingresso in scena di Francesco, insofferente verso i movimenti, -e lo si è visto benissimo lo scorso 7 marzo quando ha ricevuto i celliniha iniziato a soffrire. Quella con Papa Francesco, di fatto, lo abbiamo detto durante questo meeting, è una partita in corso.

Tirando le somme di questi sette giorni di lavori, ci siamo interrogati, ed abbiamo cominciato a dare, cronisticamente ma non solo, delle risposte su cosa abbia riempito questo annuale appuntamento. Risposta, e risposte, che vorremmo provare a continuare a dare non da soli, ma elaborandola assieme ai Lettori de ‘L’Indro‘ e de ‘Il Contrappunto’.

 

CL