Migranti, fra integrazione e cooperazione

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L’immigrazione è l’assoluta protagonista dell’estate 2015 perché la politica italiana non vuole prendere le decisioni opportune. Servono politiche di integrazione per favorire un inserimento che non sia uno scontro bensì un incontro di persone, dove vivere pacificamente scambiandosi quella ricchezza culturale che contraddistingue le popolazioni. La propaganda condotta dai politici italiani contro l’immigrazione, a cominciare da quella adottata da Matteo Salvini, non favorisce uno scambio di idee su come intervenire, accentuando soltanto i toni sociali e favorendo le proteste dei cittadini.
La politica dovrebbe far fronte alle necessità di uno Stato ma in questo caso fomenta persone e surriscalda il clima già troppo rovente. Al largo del Mar Mediterraneo c’è il team dei sanitari del Corpo italiano dell’Ordine di Malta per soccorrere migranti a bordo delle motovedette e delle navi del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, dei pattugliatori della Guardia di Finanza e, dal 2014, a bordo delle navi della Marina Militare. Quando i flussi si intensificano il Cisom garantisce la presenza anche per le unità navali maggiori della Guardia Costiera che restano in pattugliamento nel Mar Mediterraneo.
La complessità delle operazioni effettuate dagli equipaggi delle motovedette e dai sanitari del Cisom, comprese le delicate attività di soccorso di un’imbarcazione stracolma fino all’inverosimile di bambini, donne e uomini, rende difficile anche il racconto quotidiano. Questa operazione inizia appena i migranti salgono a bordo e prosegue durante la navigazione. Sul problema politico dell’immigrazione prende posizione Mauro Casinghini, Direttore nazionale del Cisom, intervenuto più volte affinché il concetto di “Europa Fortezza” possa trasformarsi in Europa dell’integrazione, quasi a ribadire con forza l’importanza del ruolo della politica italiana ed europea.

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