Referendum. O la va o la spacca

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Pochi giorni e non poche firme mancano perché la raccolta per gli Otto Referendum di Giuseppe Pippo Civati, di Possibile, di tanti soggetti di base e territoriali abbia successo. O la va o la spacca. E se la va potrebbe essere davvero rimesso in discussione l’intero quadro politico nazionale. Gli ultimi dati parlano di 150.000 firme, e qualcosa di più. Una ‘base’ insufficiente per il rush finale verso la consegna di cinquecentomila sottoscrizioni (in realtà almeno cinquecentocinquantamila, considerando il minimo margine di sicurezza). Scadenza, per votare nel 2016, il trenta settembre.
Difficile, quasi difficilissimo, farcela a questo punto. Ma i segnali confortanti vengono dal crescere sia della mobilitazione che della risposta dei cittadini. «Abbiamo ancora meno di venti giorni per raccogliere le firme e diffondere il messaggio referendario: chiedo a tutti coloro che si oppongono a decisioni del Governo mai passate da un programma elettorale, se non forse in alcuni casi di quelli della destra, di firmare, presso i banchetti diffusi in tutta Italia. Per consentire ai cittadini di poter scegliere e di tornare a votare. Anche per esprimere un parere contrario, s’intende, perché i referendum, non smetteremo mai di dirlo, sono di tutti». Così Civati, che rilancia ricordando la deadline insuperabile.

Giuseppe Civati