Bolivia: DEA, no party!

Pagina 1 di 2

La Paz – Lo scorso 14 settembre, il responsabile dell’attività economica dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia, Peter Brennan, ha dichiarato nella città di Cochabamba «dopo che si sono ristabilite le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e la Bolivia si stanno facendo sforzi comuni nelle aree dove sono presenti benefici per entrambi, il commercio, il medioambiente, la scienza e tecnologia». La dichiarazione è avvenuta in occasione dei festeggiamenti per i 205 anni dal grido di libertà, alla presenza del sindaco José Maria Reyes e del governatore regionale di Cochabamba, Ivan Canela: quel grido per la libertà avvenne il 14 settembre del 1810, quando padre Juan Bautista Oquendo incitò alla libertà i cittadini. Il diplomatico nordamericano ha sottolineato le differenze tra i due Paesi in fatto di lotta al commercio di cocaina, ammettendo che il recente rapporto della DEA (US Drug Enforcement Agency), sottolinea solo ‘alcune’ differenze sulla valutazione della lotta che la Bolivia sta facendo contro il traffico di droga (La Estrella de Panamà).

Qualcuno potrebbe essere malizioso e pensare che non siano solo parole di un diplomatico, soprattutto leggendo bene tra le notizie. Ma dobbiamo fare prima un passo indietro e ricordarci due o tre episodi che fecero scintille, avvenuti tra Bolivia e Stati Uniti nel 2008. Sono passati 7 anni da quando l’ambasciatore Philip Goldberg fu allontanato dal Paese andino con la denuncia d’ingerenza nella politica interna. Che successe? Gli scontri tra il partito MAS del presidente Evo Morales e i governatori regionali ‘ribelli’ della zona di Santa Cruz, della provincia di Beni, Pando, Tarija e Chuquisaca lasciarono dietro di loro una serie di morti, situazione che portò Philip Goldberg ha schierarsi ufficialmente con l’opposizione, decisione che il Presidente Morales prese come una forma d’appoggio ai secessionisti boliviani dell’oriente del Paese, fatto che generò poi l’espulsione dell’ambasciatore americano (El Pais).

Nello stesso periodo il Presidente Morales prese di mira la DEA, accostando le tensioni interne che avvennero in quei mesi del 2008, con le attività sovversive dell’agenzia americana, che fu accusata di ‘cospirare’ contro il governo ufficiale e promuovere attività di spionaggio ai danni della legittimità del suo potere presidenziale. Morales sospese perciò tutte le attività della DEA a livello indefinito.

Bolivia