Le Carré français sceglie Roma

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È stata quasi una scommessa quella di ricostruire nel centro di Roma un vero bistrot di gastronomia francese a ciclo continuo, ma per Jill Mahé, l’ideatore del concept di Le Carré Français, in passato editore di un periodico (‘La Cigale‘) specializzato sui temi dell’artigianato, la scelta è stata motivata dalla convergenza di un mix di numerosi fattori positivi.

Secondo Mahé, le aspettative dei consumatori romani in fatto di cucina non saranno deluse, in quanto la tavola è molto importante sia per gli italiani che per i francesi, soprattutto se è basata su ricette curate, ma rigorosamente fatte in casa. Inoltre, Le Carré Français, un locale che si sviluppa su seicento metri quadrati in via Vittoria Colonna, fra il Tevere e piazza Cavour, offrirà un’esperienza di degustazione di prodotti d’oltralpe di alta qualità, ma a un prezzo abbordabile per tutta la famiglia.

La produzione delle baguette con il taglio del rasoio’ (che è uno dei segreti di questo tipo di panificazione e consiste in un metodo speciale che permette all’azoto di fuoriuscire dall’impasto durante la cottura nel forno) inizia alle quattro del mattino, nel piano inferiore del locale, e procede fino a circa le due del pomeriggio; oltre al pane, anche la pasticceria viene prodotta a ciclo continuo, assicurando così una qualità dei prodotti da forno ottimale, sia per il consumo al tavolo, sia per gli acquisti al banco.

Bistrot, pasticceria, panetteria, dunque; ma anche reparto formaggi, burro e macelleria, con enoteca e salsamenteria, per creare un angolo di Francia che a Roma mancava quasi del tutto. L’inaugurazione ufficiale è prevista per l’8 ottobre, ma le opere di ristrutturazione, a cura dello studio di architettura italiano Archea, sono già state completate, e se si considera che fra individuare la location, firmare i contratti, ottenere i permessi e iniziare i lavori, il tutto è partito dal 1° aprile, questi cinque mesi di allestimenti sono proprio volati.

Dietro a questo concept inedito, che ha portato a Roma un investimento di un milione e mezzo di euro, c’è l’associazione tra cinque famosi artigiani francesi e alcuni altri soci, per un totale di dodici partner fondatori. Al progetto partecipano i panettieri Michel Galloyer (fondatore de ‘Le Grenier à Pain, con 29 boulangerie in tutta la Francia, a cui è stata riconosciuta un’alta competenza dal Relais Dessert International, l’associazione che raggruppa i migliori cento artigiani della gastronomia) e Jean-Noël Julien (primo a numerosi concorsi come ad esempio quello della ‘migliore baguette’ di Parigi); l’allevatore e macellaio Alexandre Polmard (le sue carni riforniscono i più rinomati ristoranti stellati del mondo, e con un processo molto particolare d’ibernazione sono quasi praticamente prive di data di scadenza); l’esperto di vini e champagne Axel Rondouin (eletto nel 2013 cantiniere dell’anno dalla Revue du Vin de France) e il mugnaio del ‘Moulin Lecomte’ (un mulino ad acqua nell’Eure) Alexandre Viron (che dopo anni di ricerca ha ‘inventato’ la farina senza additivi ‘Rétrodor’, che serve a produrre le migliori baguette di Francia).

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