Col ‘canguro’ finisce il bicameralismo perfetto

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Via libera da palazzo Madama all’articolo 1 del disegno di legge Boschi per la riforma costituzionale del Senato, ma a far discutere nella giornata odierna è stato il ricorso al cosiddetto ‘emendamento canguro‘ proposto dal senatore del Partito Democratico Roberto Cociancich, la cui approvazione ha consentito di saltare l’esame e il voto di tutti gli altri emendamenti al primo articolo del testo della norma. Bagarre in aula anche per l’appoggio al Governo da parte del gruppo Ala, facente capo all’ex Forza Italia Denis Verdini. Per la prima volta all’ordine del giorno dei lavori della Camera il ddl per la legalizzazione della cannabis, su cui si è espresso favorevolmente anche Pippo Civati, a margine dell’annuncio del fallimento della raccolta firme per andare al referendum abrogativo delle riforme apportate dall’esecutivo. Consulta, si va ancora verso un nulla di fatto per l’elezione dei tre giudici che dovranno occupare i posti rimasti vacanti, il Pd dovrebbe lasciare scheda bianca. Infine i sondaggi di Datamedia per ‘Il Tempo‘, cala di un punto percentuale la fiducia nel Primo Ministro Matteo Renzi.

Approvato dall’aula del Senato l’articolo 1 del disegno di legge Boschi, che di fatto sancisce la fine del bicameralismo perfetto: spetterà solo alla Camera dare la fiducia al Governo. Secondo il testo, il nuovo Senato rappresenterà le istituzioni territoriali ed eserciterà funzioni di raccordo fra Stato ed enti costitutivi della Repubblica, concorrendo comunque alla funzione legislativa, alla formazione e attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione Europea. Valuterà le politiche pubbliche e le attività delle pubbliche amministrazioni, concorrendo a esprimere pareri sulle nomine di competenza governativa. In serata si passerà invece al voto sull’articolo 2, con una lunga pausa dovuta alla votazione dei tre giudici vacanti della Corte Costituzionale, rispettivamente al ventiseiesimo, quinto e terzo scrutinio. Si va ancora una fumata nera, il Partito Democratico ha dato indicazione ai suoi deputati di votare scheda bianca.

Ma a far discutere in giornata è stato il ricorso al cosiddetto ‘emendamento canguro‘, a firma del senatore del Partito Democratico Roberto Cociancich. L’approvazione, con 177 voti a favore e 57 contrari, ha fatto decadere tutti gli altri emendamenti all’articolo 1, appunto ‘saltati’ come dal marsupiale australiano. Oltre che da Pd e Area Popolare, è arrivato un voto favorevole da alcuni senatori di Grandi Autonomie e Libertà e dai verdiniani di Ala, Alleanza liberalpopolare-autonomie, il cui sì ha scatenato le proteste delle opposizioni. Su tutte quelle della Lega, che ha sventolato delle banconote, «dollari verdiniani», ha ironizzato Stefano Candiani. Carroccio e MoVimento 5 Stelle si sono comunque astenuti dal voto, ma anche la maggioranza ha avuto le sue defezioni. Corradino Mineo e Walter Tocci del Pd non hanno votato per l’emendamento Cociancich, il collega Felice Casson ha scelto di astenersi.

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