Corpo Forestale dello Stato: è riforma

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La Riforma Madia mette completamente in discussione gli assetti amministrativi verso la prospettiva di una razionalizzazione degli enti e degli sprechi pubblici. L’accorpamento previsto nella legge riguarderà anche le forze di Polizia. L’obiettivo presupposto è di ridurre i cosiddetti ‘enti doppione’, cioè la sovrapposizione tra i diversi Corpi dello Stato. Tra i più discussi interventi di assembramento vi è quello nei confronti del Corpo forestale dello Stato. Anch’esso rischia di essere risucchiato nello snellimento della macchina burocratica.

Il Corpo forestale  è a tutti gli effetti una forza di polizia che svolge un’attività prevalentemente civile. La sua storia gloriosa dimostra quanto sia stato un importante presidio per il territorio, prediligendo l’aspetto preventivo a quello repressivo pur essendo garanzia di sicurezza e presidio per i cittadini. Nata nel 1822, ha avuto come ‘mission’ la tutela e salvaguardia dei territori, nel rispetto delle sue condizioni morfologiche. Attraversando tutto il periodo pre- e post-risorgimentale, è stato nel Novecento il simbolo della ricostruzione italiana contro il dissesto idrogeologico.

Con il tempo le sue responsabilità si sono moltiplicate, diventando sempre più presidio e sentinella dei territori, soprattutto montanari e, occupandosi di diverse funzioni che per semplicità possiamo distinguere in due grandi filoni, quello ambientale e quello agro-forestale.

Negli ultimi anni, però, l’ente ha attraversato diverse fasi: dal rischio della frammentazione regionale alla sua ricompattazione come corpo omogeneo. Un processo che lentamente ne ha corroso l’organizzazione interna. Per comprendere le ragioni di questa crisi occorre, inevitabilmente ripercorrere alcune importanti tappe che si riferiscono a diverse stagioni politiche e che spiegano il suo progressivo smantellamento.

Lo snodo cruciale, negli anni Novanta, è stata la devolution‘, condizione preliminare per la ripartizione regionale delle competenze amministrative. Il decreto Bassanini introdusse nel 2001 il sistema autarchico della regionalizzazione nelle amministrazioni pubbliche. In quella circostanza il Corpo forestale dello Stato rischiò di essere smembrato, ma nel 2003 questo pericolo fu definitivamente scampato a seguito dell’approvazione di una riforma volta a conservare l’unitarietà del Corpo forestale dello Stato a livello nazionale quale forza di polizia ambientale e forestale.

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