Il Messico non è un Paese per giornalisti

Uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti: parliamo del Messico, che ormai da troppo tempo è salito alla ribalta per tragici fatti di cronaca che hanno interessato i professionisti dell’informazione. Ruben Espinosa, torturato e ucciso insieme a quattro donne il 1° agosto scorso, è l’undicesima vittima dall’inizio dell’anno tra i giornalisti. Se all’inizio anche gli inquirenti hanno pensato ad una rapina andato storto, ora la verità sta venendo a galla: amici, colleghi e sostenitori della libertà di stampa dicono che i nemici di Espinosa, sono nello stato di Veracruz, dove aveva svolto il suo lavoro e da dove era fuggito dopo aver approfondito le proteste degli studenti, l’ambiente e movimenti sociali. Proprio per questo aveva subìto le minacce da parte degli ufficiali del governo locale. Un governo, quello di Veracruz, dove cartelli della droga, corruzione tra le forze di polizia e i funzionari del governo è all’ordine del giorno. E a pagarne troppo spesso le conseguenze sono i giornalisti e l’informazione.

(video tratto da AlJazeera)

 

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