Barbie: da 'fashion doll' a icona di bellezza

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Nell’immaginario collettivo le Barbie sono le ‘compagne di gioco‘ delle bambine e delle adolescenti. Non tutti forse sanno che la prima Barbie era una fashion doll‘, inventata per il piacere degli uomini, e di cui una signora californiana nel lontano 1970 ha comprato i diritti.

Tale famosa bambola ha compiuto quindi 56 anni di onorata carriera di ludico piacere. Le ‘fashion doll’ si sono evolute, hanno cambiato vestito e forma o colore di capelli e cappelli, sono state adattate per rappresentare le più svariate carriere (da casalinga a pop star, da astronauta a vigile del fuoco, persino come disabile o candidata alla Casa Bianca, ecc.), e sono sempre rimaste in voga fino a incarnare il ‘prototipo di bellezza americana’, simile a quello leggendario di Grace Kelly, poi diventato un modello mondiale.

Adesso due mostre le celebreranno in Europa: una il prossimo 28 ottobre e fino a marzo 2016 nel Museo delle Culture di Milano, ormai simbolo della nostra italianità grazie all’Expo 2015; e l’altra a Parigi, nel Museo di arti decorative (all’interno del Louvre) dal 10 marzo al 18 settembre 2016. La Barbie è, dunque, diventata un simbolo artistico da condividere, pari alle Brillo Box di Andy Warhol. Mentre, però, le scatole rivisitate di Warhol criticavano la società, le Barbie hanno sempre parteggiato per il nostro mondo, tanto da ricevere critiche, denunce e ammonimenti contro la loro velata ‘strumentalizzazione della donna-oggetto’ e l’istigazione all’anoressia, grave problema del nostro tempo. Addirittura le famose paladine della femminilità, il cui nome altisonante (ma soltanto in italiano, perché il gruppo è nato originariamente in Ucraina) è Femen, hanno creato ‘Lammily‘, l’anti- Barbie tutta curve e molto più simile alle moderne teenager nostrane rispetto alla Barbie, peraltro acquistata, quasi subito dopo il lancio californiano, dal famoso marchio di una società di giochi, la Mattel. Tuttavia c’è anche chi non rinuncia alla forma a modo di corpo di Barbie’, come la famosa modella Ieria Lukyanova, che si è consegnata nelle mani di un chirurgo pur di avere un corpo simile a una delle sue bambole preferite, e ha anche un compagno che sembra Ken, ormai famoso uomo di Barbie.

Artisti, come David La Chapelle e Jocelyne Grivaud, anche quest’ultima grande fan delle famose bambole, l’hanno rivisitata nei loro grandi capolavori e in  fotografie d’epoca.
Dal cliché lezioso di donna dalla magrezza esasperante e quale oca trash biondo platino, la Barbie è diventata un vero sex symbol, anche se soltanto di plastica.

Abbiamo chiesto il parere di Paola Amadesi, accanita collezionista di Barbie (restaura le famose bambole in versioni molto originali) e curatrice di mostre sulle stesse, che ha anche scritto un libro dal titolo ‘Barbie, una società di vinile’, per spiegare l’importanza di questa bellezza americana in forma di bambola nota in tutto il mondo.

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