Tabacco: UE inadempiente?

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Il 16 ottobre 2013 il Presidente della Commissione Europea in carica a quell’epoca, José-Manuel Durao-Barroso, nel corso di un breve ma tempestoso incontro richiese al Commissario europeo responsabile per la salute, il maltese John Dalli, le dimissioni immediate dalla sua carica.
Il motivo? Un incontro che il Commissario aveva avuto tempo addietro con l’avvocato di un produttore di Snus -il tabacco svedese da masticare- sollecitato dall’affarista maltese Zammit. Da notizie emerse successivamente all’incontro si era venuto a sapere che era stata richiesta una ingente somma di danaro agli svedesi per poter modificare la direttiva europea sul tabacco, all’epoca in preparazione, con un occhio di riguardo a quella specifica qualità di tabacco.

La vicenda che portò alle dimissioni di Dalli ebbe inizio da una indagine dell’Olaf -l’ufficio per i controlli anti frode della Commissione europea- che il 19 ottobre 2012 fece sapere di «non aver trovato prove evidenti di una partecipazione diretta del commissario Dalli alla richiesta di danaro» ai lobbisti del tabacco da masticare Snus. L’Olaf tuttavia proseguiva che «sono state raccolte durante l’inchiesta una serie di prove da cui emerge che il Commissario Dalli era al corrente delle attività di un imprenditore maltese (un certo Zammit ndr) e che quest’ultimo usava il nome e la posizione del Commissario per trarne vantaggi personali». Ma il Commissario, secondo l’Olaf, non avrebbe fatto nulla per impedire o dissociarsi da questo personaggio o per far presenti questi fatti a chi di dovere. Dalli ha sempre protestato la sua innocenza asserendo di non essere al corrente dell’attività di questo imprenditore che avrebbe chiesto ai produttori svedesi di Snus   60 milioni di euro per convincere il Commissario Dalli ad ‘annacquare’ la proposta di legge garantendo allo Snus un trattamento favorevole.

Commissione Europea