Egitto, prime elezioni politiche dell'era Al Sisi

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Domenica 18 e lunedì 19 ottobre si terrà il primo turno delle elezioni parlamentari in Egitto, dove circa 55,6 milioni di elettori sono chiamati alle urne per eleggere nuovi deputati, su una popolazione totale di 87,8 milioni di persone. Il secondo turno è invece previsto per il 22 e 23 novembre. I primi a votare saranno però gli egiziani all’estero, già da domani e poi il giorno successivo. Nel secondo turno, gli egiziani all’estero voteranno il 21 e 22 novembre. La divisione in due turni è stata elaborata dalla Commissione elettorale egiziana su base geografica, con 14 governatorati interessati alla prima fase e 13 alla seconda.

In totale saranno 11mila i seggi aperti. I cittadini egiziani all’estero saranno chiamati a votare per i deputati nelle circoscrizioni del Delta del Nilo occidentale e dell’Alto Egitto settentrionale, centrale e meridionale, che includono 14 province su 27. Un totale di 27.402.353 egiziani residenti potranno invece invece tra domenica e nei 5.460 seggi elettorali sparsi in 14 governatorati, sotto la supervisione di 16 giudici, 87 organizzazioni locali e internazionali e 717 osservatori stranieri provenienti da Stati Uniti, Africa, Svizzera e Unione europea.

I risultati del primo turno verranno annunciati il 30 ottobre, mentre per l’esito del secondo turno si dovrà attendere il 4 dicembre. Dei 568 seggi in palio, 448 saranno assegnati con sistema uninominale e 120 con il sistema delle liste di partiti con quote prefissate per giovani, donne, cristiani ed operai. Altri 28 deputati, che rappresentano il cinque per cento dei rappresentanti della Camera, saranno designati dal presidente al-Sisi, portando così il totale dei legislatori a 596. La prima riunione del nuovo Parlamento è prevista entro la fine dell’anno.

Si tratta delle prime elezioni parlamentari da quando l’ex capo delle Forze Armate Abdel Fattah al-Sisi è diventato presidente dell’Egitto e sono le seconde dalla deposizione di Hosni Mubarak nel 2011. E’ considerata la terza e ultima tappa della road map seguita all’elezione di al-Sisi nel maggio dello scorso anno e all’adozione della nuova Costituzione il 18 gennaio 2014 dopo la deposizione del presidente islamico Mohammed Morsi nel luglio del 2013. Con la Costituzione approvata nel 2014 l’Egitto ha abolito il sistema bicamerale, ‘salvando’ solo la Camera dei rappresentanti (precedentemente chiamata l’Assemblea del popolo) ed eliminando il Consiglio della Shura. Sempre in base alla nuova Costituzione, le elezioni parlamentari in Egitto si terranno ogni cinque anni.

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