Hasankeyf e la diga di Ilisu

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Hasankeyf è una cittadina sulle sponde del fiume Tigri, nella Turchia sudorientale. Malgrado sia poco frequentata dal turismo di massa, Hasankeyf vanta una storia plurimillenaria. Nel corso dei suoi 12 mila anni di vita, la cittadina ha visto avvicendarsi diverse civiltà.

In epoca romana, Hasankeyf, allora nota come Castrum Kepha, era un avamposto militare sul confine con l’Impero Sasanide. Passò poi all’Impero Bizantino con il nome di Kiphas, diventando sede episcopale. Nel 640 d.C. circa, la città venne conquistata dagli Arabi e assoggettata ai califfi Omayyadi, prima, e Abbasidi, dopo. Gli Arabi, che la chiamarono Hisn Kayfa, dominarono Hasankeyf per cinque secoli, prima di cedere il turno ai Turchi Selgiuchidi, o meglio, ai loro vassalli Artuqidi. Circa un secolo più tardi subentrarono gli Ayyubidi (la dinastia curda fondata da Saladino e installatasi in Egitto nel 1174 per estendere poi il suo dominio sulla Siria, sulla Mesopotamia settentrionale, l’Hijaz e lo Yemen, arrivando fino ai confini della moderna Tunisia). L’avvento dei Mongoli modificò non poco il panorama regionale, travolse il commercio e l’agricoltura danneggiando l’economia locale. Hasankeyf, tuttavia, sfuggì alla conquista diretta e sopravvisse sotto l’egida della dinastia Ayyubide locale. Verso la metà del XV secolo, Hasankeyf passò alla dominazione turcomanna degli Ak Koyunlu, ma agli inizi del XVI secolo venne inglobata nell’Impero Ottomano di Solimano I.

Ognuna di queste civiltà ha lasciato il suo retaggio e la cittadina è oggi un ricchissimo museo a cielo aperto che vanta monumenti quali il Palazzo Mardinike, di epoca Artuqide, e quel che rimane di due massicci piloni in pietra dell’antico ponte sul Tigri (XII secolo); la Moschea el-Rizk, costruita nel 1409 dal Sultano Ayyubide Suleiman; il mausoleo cilindrico, riccamente decorato con motivi turchesi, di Zeynal Bey (XV secolo); nonché innumerevoli abitazioni scavate nella viva roccia. Queste ultime sono probabilmente il retaggio più antico di Hasankeyf, il luogo del primo insediamento. Secondo il ‘National Geographic‘, solo un quinto del patrimonio archeologico di Hasankeyf è stato sinora portato alla luce.

Ma veniamo alla storia recente. Nella Turchia repubblicana, Hasankeyf passò all’amministrazione della provincia di Batman. Fino agli anni Settanta, le abitazioni scavate nella roccia erano popolate da circa 14 mila persone. Nel 1966, il Presidente Cevdet Sunay, in visita nella regione, ritenne non fosse appropriato che cittadini della Turchia moderna vivessero letteralmente da cavernicoli e ne decise il trasferimento in abitazioni più consone, costruite sui terreni dominati dalla cittadella. La popolazione di Hasankeyf era prevalentemente araba e armena. Tuttavia, oggi, la maggioranza degli abitanti è di etnia curda. In effetti, lintera regione è terreno di scontro tra il Governo turco e il PKK. Secondo alcune fonti, il Governo riteneva addirittura che il PKK usasse le caverne di Hasankeyf sgomberate negli anni Settanta.

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