Palestina – Israele, la Terza Intifada?

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La spirale di violenze  in corso tra Israele e Palestina ha sollevato presso molti commentatori, sia locali che internazionali, il timore che accada una TerzaIntifada‘, termine arabo che significa ‘rivoluzione’, ‘sussulto’, e che da quasi un trentennio è stato assunto come appellativo delle rivolte di massa nei territori palestinesi nei confronti di cittadini e obiettivi israeliani.

 

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In generale si parla di una nuova intifada ad ogni nuovo ciclo di violenze tra israeliani e palestinesi. Stavolta, però, l’ipotesi sembra più solida rispetto ad altre precedenti occasioni (l’ultima a fine 2014) per via del contesto di violenza diffusa degli ultimi giorni e per il numero di palestinesi uccisi o in risposta agli attacchi e durante manifestazioni di protesta nella Cisgiordania occupata e a Gaza, aspetto questo che pone seri dubbi sulle pratiche adottate dalla polizia israeliana.

La nuova sequenza di attacchi è iniziata giovedì 1 ottobre, quando una coppia di israeliani è stata uccisa durante un viaggio in macchina, nel nord della Cisgiordania. Come misura punitiva, le autorità israeliane hanno vietato l’accesso alla città vecchia di Gerusalemme  -ossia quella a maggioranza araba-  a tutti i palestinesi non residenti nel quartiere, provocando diversi scontri e manifestazioni tra le popolazioni arabe in Israele e nei Territori occupati. Col passare dei giorni l’emergenza non è affatto rientrata, registrando, anzi, un continuo crescendo. Gli attacchi perpetrati da parte di giovani palestinesi contro civili e militari israeliani ha portato alla morte di sette persone e al ferimento di altre quaranta. Complessivamente, i palestinesi uccisi dalle forze di sicurezza dello Stato ebraico, solo nella prima metà di ottobre, sono stati 35.

 

Abu Mazen