Unendo una "Baltimora divisa"

L’Università di Baltimora ha inaugurato un nuovo corso per il semestre autunnale, dal titolo “Divided Baltimora“, in risposta ai disordini e alle manifestazioni della primavera di quest’anno scaturite in seguito alla morte di Freddie Gray per mano della polizia. Una città sconvolta dalla violenza razziale: «scontri, feriti, arresti iniziarono tanto tempo fa, a causa di problemi su cui non si è mai parlato, ma il fatto che non se ne parli non significa che questi non esistano».

«Iniziamo affrontando il contesto storico: come siamo arrivati qui, come Baltimora è diventata una città segregata». «Il corso apre discussioni tra gli studenti», dice l’assistente del corso Sonce Reese, «la voce della comunità deve essere ascoltata, è un modo per far proseguire il dialogo, per dirci non solo cosa c’è che non va, ma anche cosa possiamo fare». Il 50% degli studenti bianchi di Baltimora arriva alle lauree superiori, nella stessa categoria si scende al 30% per gli afroamericani. «Il problema è: quale messaggio stiamo dando ai nostri bambini? È come se esistessero due diverse Baltimora, quella alta e quella del basso, fatta di case vuote e gente senza casa».

«Un razzismo strutturato, che sistematicamente taglia fuori gli afroamericani dalla capitale economica e sociale», dice la coordinatrice del corso Tylis Cooper, «presi di mira dalle forze di polizia, tagliati fuori da ogni opportunità di futuro e assunzione».

(tratto dal canale Youtube di The New York Times)

 

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