Israele, polemiche per provocazioni di Hotovely

Ieri sera a Hebron, in Cisgiordania, un palestinese di 23 anni, Hammam Said, è stato ucciso dai militari. Il palestinese avrebbe tirato fuori un coltello a un posto di controllo e i soldati «hanno risposto al
pericolo immediato sparando contro l’aggressore che è morto» ha reso noto l’esercito.
Una ricostruzione smentita da attivisti dell’International Solidarity mouvemnt (Ism) riferisce l’agenzia Ma’an- secondo cui i militari hanno sparato al ragazzo e messo un coltello accanto al suo corpo che giaceva sull’asfalto.
Nel pomeriggio di oggi una donna israeliana è stata pugnalata alla schiena da un palestinese all’ingresso di un supermercato a Gush Etzion colonia ebraica vicino Betlemme in Cisgiordania. Lo dice il portavoce della polizia secondo cui l’aggressore è stato catturato.

In un clima così teso, non aiutano le dichiarazioni rilasciate ieri sera a una tv di stato dal vice ministro degli esteri Tzipi Hotovely, che ha affermato di attendere con ansia «il giorno in cui la bandiera israeliana sventolerà sulla moschea di Al-Aqsa», ribadendo che Gerusalemme è «la capitale di Israele». Dichiarazioni che gettano benzina sul fuoco in un momento di estrema tensione segnato da continue aggressioni in Israele e nei Territori palestinesi.
Queste esternazioni vanno contro le disposizioni internazionali sullo status quo di Gerusalemme, pertanto Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è dovuto intervenire per placare eventuali ribellioni da parte degli Arabi: «Al-Aqsa è un luogo sacro tanto per musulmani che per ebrei, e risollevare l’annosa questione della capitale (contesa dalle due parti, e che per Israele sarebbe Tel Aviv, ndr) alimenta inutilmente le violenze che già da un mese mietono feriti e vittime in tutto il Paese».
Netanyahu ha richiamato all’ordine il suo governo invitandolo alla moderazione. L’ufficio di Netanyahu ha riaffermato l’impegno dell’esecutivo a rispettare lo status quo sul luogo di culto, al centro delle tensioni delle ultime settimane, e imposto alla Hotovely, esponente della destra del Likud, di comunicare e concordare in anticipo qualsiasi intervista o intervento pubblico.

«Proteggeteci, abbiamo bisogno di voi». Questo l’appello lanciato dal presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) intervenuto a Ginevra all’Assemblea dei diritti umani dell’Onu. Secondo Abu Mazen, citato dai media israeliani, le azioni di Israele contro i palestinesi hanno condotto all’attuale ‘esplosione’ di violenza nella regione.
Abu Mazen ha chiesto all’Onu e al Coniglio di sicurezza di stabilire un «regime speciale per la protezione internazionale del popolo palestinese, immediatamente ed urgentemente».
«Quello che temevano è successo e a causa dell’occupazione e delle pratiche di Israele, la situazione dei diritti umani nei Territori occupati, Gerusalemme Est inclusa, è la peggiore e più critica dal 1948», ha detto il presidente dell’Anp.

 

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