Marinella: il nodo d’autore che non conosce crisi

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L’anno scorso ha compiuto cento anni. Il quartier generale è a Napoli, vanta negozi a Milano, Londra, Lugano, Tokyo, Hong Kong, conta oltre settanta dipendenti, 15 milioni di fatturato annuo solo per l’Italia. Si stimano circa 160 cravatte vendute al giorno tagliate e cucite a mano da 22 sarte professionali.

Parliamo di ‘E.Marinella‘ azienda fondata da Eugenio Marinella, portata avanti poi dal figlio Luigi e oggi da Maurizio, che con in tasca una laurea in Economia e Commercio e tanta passione ed entusiasmo per il proprio lavoro, ha raccolto l’eredità del nome con uno spirito imprenditoriale in sintonia con le moderne leggi del marketing riuscendo a far affermare il marchio  anche all’estero, dal Giappone agli Stati Uniti.

“E’ il 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale”, racconta Maurizio Marinella, quando mio nonno Eugenio decide di aprire in una delle piazze più belle di Napoli, a pochi passi dal lungomare, una bottega di soli 20 metri quadrati. Il suo sogno è realizzare un piccolo angolo di Inghilterra a Napoli,  in un’epoca in cui lo stile inglese va molto di moda, mio nonno è  il solo a proporre, nel capoluogo campano, una vasta gamma di prodotti esclusivi provenienti da Londra, tipo profumi, cinture, foulard. Dopo qualche anno il negozio si specializza nella creazione di corredi da uomo, perché l’uomo come la donna quando decideva di sposarsi usava portare in dote un corredo composto da 12 camicie bianche, 12 azzurre e da slip dello stesso tessuto”.

Intanto avvenimenti storici importanti cambiano il corso della storia di questa azienda: le due guerre mondiali, il declino dell’antica nobiltà e la comparsa della nuova classe borghese con l’avvento dei prodotti americani che portano sostanziali cambiamenti nel comparto della moda. Così molto attento alle evoluzioni della società e del costume, Eugenio non si perde d’animo e interrompe la produzione di camicie a favore della cravatta che diventa il fiore all’occhiello della casa Marinella. Ed è sempre nonno Eugenio il fondatore della ‘filosofia Marinella’: cioè più che un punto vendita, un salotto dove le relazioni umane si basano su disponibilità, cortesia e rispetto,  dove il cliente si deve sentire coccolato.

“Avevo solo otto anni”, ricorda Maurizio Marinella, quando mio nonno mi impose di trascorrere qualche ora ogni giorno nel negozio affinchè ne respirassi l’aria.  Ho ricevuto così  due insegnamenti: quello del nonno che mi ha trasmesso la sua filosofia, da me condivisa a pieno,  e quello di mio padre che ha gestito  l’avvento del boom economico. In questo modo sono riuscito a  coniugare lo spirito imprenditoriale con la disponibilità verso la clientela: giusto per fare un esempio, nel periodo natalizio, in cui le code davanti al negozio sono interminabili, ho l’abitudine di offrire  sfogliatelle e caffè alle persone in attesa”.

E’ negli anni Ottanta che il marchio E. Marinella inizia a fare il giro del mondo grazie a Francesco Cossiga, allora Presidente della Repubblica e amico di famiglia, che aveva  l’abitudine di regalare ai Capi di Stato, nelle loro visite ufficiali, una scatola contenente cinque cravatte Marinella. E’ solo l’inizio di un percorso tutto in discesa e l’occasione arriva con  il G7 organizzato a Napoli nel 1994 che spalanca definitivamente alla piccola ditta napoletana le porte della cerchia molto esclusiva di fornitori dei grandi del mondo: gli organizzatori decidono infatti di offrire a tutti i Capi di Stato presenti, una scatola contenente sei cravatte Marinella, portando un’enorme pubblicità al marchio.

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