Egeo, nuova strage di migranti

Se è la Siria nelle ultime ore ad aver occupato la scena internazionale, grazie alla riunione a Vienna che potrebbe mettere fine al conflitto, continua nel silenzio (o quasi) la strage di migranti nel Mediterraneo. Se nelle settimane scorse l’attenzione si era spostata sui confini dell’Est, quindi su terra, a dire il vero il flusso di profughi in viaggio sulle acque europee non si è mai arrestato. E con l’arrivo anche della stagione fredda i rischi tornano ad essere ancora più alti. Un nuovo naufragio è avvenuto le scorse ore nel mar Egeo: due imbarcazioni cariche di migranti partite dalla Turchia alla volta della Grecia sono affondate nella notte: almeno 22 persone morte, tra cui 13 bambini, mentre 144 persone sono state tratte in salvo.

Al largo di Kalymnos sono stati rinvenuti i corpi senza vita di 19 migranti, tra cui sei donne, otto bambini e due neonati, morti nel naufragio della loro imbarcazione su cui viaggiavano circa 150 persone. Al largo di Rodi invece trovati senza vita una donna, un bambino e un neonato. Una tragedia senza fine, con i bambini protagonisti sempre di più coinvolti. Soltanto tra mercoledì e giovedì erano stati 11 i minori morti durante le traversate nel Mar Egeo, con altri 15 salvati ma in terapia intensiva a Lesbo. Insomma le immagini del piccolo Aylan Kurdi e del fratello Galip senza vita sulla spiaggia turca di Bodrum ad inizio settembre hanno smosso le coscienze solo nell’immediato. Perché la terribile questione dei migranti continua a non avere una soluzione nella UE.

(Video tratto dal canale Youtube di France 24)

 

 

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