Il Natale secondo Starbucks scuote la politica USA

Il Natale è quasi alle porte, manca più di un mese, ma negli USA c’è già modo di parlarne. E di fare polemica. Negli States tutti i marchi provano dei cambiamenti per adeguarsi all’atmosfera natalizia, compresa la nota catena Starbucks, che ha già pronte dei bicchieri per le proprie bevande in tema con la stagione delle feste. Si tratta di una tradizione dal 1997, ma l’edizione 2015 fa già discutere. Il perché è presto detto: tazza completamente rossa, a esclusione del logo dell’azienda, ma nessun altro simbolo che richiami al Natale. Per questo ecco arrivare la protesta dei suoi ‘clienti’, partita dai Social ma che ben presto ha raggiunto i media, come Time e CNN, fino alla politica, in fermento per la corsa in casa repubblicana e democratica verso le presidenziali 2016.

Il vicepresidente della compagnia, Jeffrey Fields, ha spiegato che «si voleva mettere nelle tazze per le feste una purezza di design che accogliesse tutte le storie», un modo per dare l’opportunità anche a chi non è cristiano di raccontare il suo Natale, insomma «creare una cultura di comunanza e inclusione della diversità». Tra le proteste più eclatanti quella di Joshua Feuerstein, ex pastore, che su Facebook ha pubblicato un video in cui dice che Starbucks ha voluto togliere «il Natale dai bicchieri perché odia Gesù» ma ha anche invitato i clienti a dire Merry Christmas (Buon Natale) al posto del proprio nome, così da costringere i dipendenti, al momento dell’ordinazione, a ripeterlo. Una richiesta particolare che non è sfuggita alla Rete, tanto che ha spopolato raggiungendo gli oltre 11 milioni di visualizzazioni. Ma a tornare sulla vicenda è stato anche l’istrionico Donald Trump che, impegnato nella sua campagna elettorale in Illinois, ha tuonato: “Ho uno dei più importanti Starbucks nella Trump Tower. Forse dovremmo boicottare Starbucks? Non lo so. Scherzi a parte, non mi interessa. Questa è la fine di quel contratto, ma chi se ne frega? Se divento presidente, diremo tutti di nuovo Buon Natale, che posso dirvi. Che posso dire”. Un intervento però ragionato quello di Trump, visto che per vincere in stati come Iowa e South Carolina, dove il voto sarà anticipato, dovrà battere proprio il fronte cristiano-evangelico, rappresentato invece dal rivale Ben Carson.

 

ben carson