Viaggio tra i migranti che sognano l'Europa

Dopo gli attentati di Parigi, si prospettano periodi ancor più duri per i migranti che dall’Est spingono per entrare in Europa. E con i primi freddi invernali, la situazione per chi cerca salvezza nel Vecchio Continente si fa ancora più dura. I primi migranti a pagare le conseguenze dell’irrigidimento dei controlli alle frontiere dopo gli attacchi dell’ISIS nella capitale francese sono stati quelli al confine tra Grecia e Macedonia. Qui le autorità dell’ex Repubblica jugoslava hanno deciso di lasciar passare solo i cittadini provenienti dalla Siria, Afghanistan e Iraq, con code di oltre 3.000 persone alla frontiera in attesa di sapere se potranno proseguire il loro viaggio. Il ministero dell’Interno macedone ha fatto sapere di bloccare l’ingresso a tutti coloro che sono considerati migranti economici, portando come esempio la stessa decisione adottata anche da Serbia, Slovenia e Croazia. Palpabile la tensione, con centinaia di migranti che minacciano lo sciopero della fame: ‘Francia, ci dispiace ma non siamo pericolosi. Abbiamo bisogno di pace’, il grido di qualche persona.

A parlare della situazione Sara Tesorieri, policy advisor di Oxfam per l’immigrazione in Europa: «Dal 20 novembre, diversi Paesi nella rotta balcanica stanno permettendo di attraversare i confini solo ai migranti provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq. Persone di altre nazionalità che stanno cercando protezione in Europa al monento sono bloccate fuori. Questa decisione rischia di lasciare abbandonate e con unfuturo incerto migliaia di persone. Siamo preoccupati del potenziale deteririoramento della situazione umanitaria, se questa situazione continua, e chiediamo con urgenza a questi Paesi di aprire i propri confini soprattutto alle persone ch fuggono da persecuzioni e conflitti. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali di permettere l’accesso alle associazioni umanitarie per poter assistere le persone. Tutti i Paesi devono sostenere i diritti di rifugiati e migranti affermati dalla Convenzione europea dei diritti umani evitando di ricorrere ai respingimenti e assicurandosi che tutte le richieste di asilo siano ascoltate singolarmente, non su basi arbitrarie, basate sullo Stato di provenienza».

In generale proprio questo inasprimento dei controlli, con l’addio (momentaneo?) ai princìpi di Schengen, rischia di creare ancor più caos nel cuore dell’Europa e alle sue frontiere. In molti pensano che le possibili chiusure possano a breve spostare la massa di migranti verso le frontiere italiane, in particolare di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma rimane il fatto che per molti migranti in fuga dalla povertà e dalle guerre, la situazione si fa, giorno dopo giorno, sempre più insostenibile. A documentarlo anche il viaggio dei giornalisti di Sky News tra loro.

(Video tratto dal canale Youtube di Sky News)

 

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