Migranti: si aggrava la situazione in Grecia

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Atene – Cresce ancora il numero di migranti e richiedenti asilo. Stando alle stime dei mesi scorsi, delle 218.000 persone entrate in Europa, sono 210.000 quelle passate attraverso la Grecia: nonostante il carattere internazionale e, più specificamente, europeo della questione, la Grecia resta il Paese con il maggior numero di arrivi.

La macchina dell’accoglienza è al collasso: la Direttiva europea in materia di asilo prevede che sia consentito l’ingresso a chiunque giunga alla frontiera di uno Stato membro per richiedere asilo politico, rimandando la verifica a un secondo momento, vista anche la lentezza del percorso legale che permette di fare distinzione tra rifugiati politici e migranti per motivi economici. Una procedura questa che potrebbe funzionare se la portata dei flussi fosse più contenuta.

Dopo la costruzione di una barriera in Tracia, sul confine tra Grecia e Turchia, i flussi si sono spostati verso il mar Egeo, trasformando le isole orientali, specialmente le isole turistiche di Kos e Lesbo, in importanti crocevia delle rotte migratorie con centinaia di arrivi giornalieri.

L’Unione Europea fatica a trovare una posizione comune: se la Germania cambia atteggiamento, altre Nazioni hanno chiuso le loro frontiere e costruito barriere anti-migranti. Quello dei flussi migratori si sta rivelando un problema per l’Europa, e cominciano a farsi avanti le prime reazioni contro la politica dell’accoglienza.

La Grecia, già provata dalla crisi economica, si ritrova ad affrontare una crisi umanitaria senza precedenti e a giocare un ruolo chiave nella gestione dei flussi, con la realizzazione dei cosiddetti ‘hotspot’, i centri di accoglienza e registrazione dei profughi, dove i migranti rischiano di restare bloccati, con possibili ripercussioni sulla coesione sociale e sulla sicurezza nazionale.

 

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