Consulta: risorge e rimuore il Nazareno

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Il Parlamento italiano è finalmente costretto a lavorare. Oggi le due Camere si sono riunite in seduta comune, per la 28esima volta, con l’obiettivo di eleggere i tre giudici della Corte Costituzionale (o Consulta) le cui poltrone sono vuote da mesi. Per l’occasione risorge, anche se inutilmente, il patto del Nazareno (in realtà mai defunto e ultimamente declinato come Partito della Nazione) perché Pd, Forza Italia e Area Popolare raggiungono l’accordo sui nomi del berlusconiano Francesco Paolo Sisto, di Augusto Barbera in quota Dem e di Giovanni Pitruzzella segnalato dai centristi. Tagliato volutamente fuori dai giochi il M5S che aveva puntato sul costituzionalista Franco Modugno. Ma i franchi tiratori mandano all’aria i piani di Matteo Renzi.

Gaetano Quagliariello, appena uscito da Ncd con uno sparuto drappello di fedelissimi, ha dato vita ad un nuovo movimento politico, ‘Idea’, che va ad aggiungersi alla galassia di siglette e partitini già presenti in Parlamento. Da segnalare il luogo scelto dai quagliarielliani per la conferenza stampa di presentazione: il Caffè Illy in via degli Uffici del Vicario, giusto a due passi dalla Camera dei Deputati. Tanto ormai le decisioni politiche si prendono al bar, mica a Montecitorio (Verdini docet).

A 11 giorni esatti dagli attentati di Parigi, ieri sera il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è presentato in conferenza stampa a Palazzo Chigi per riaprire il suo libro dei sogni. Soldi come se piovesse verranno inseriti nella legge di Stabilità (già approvata dal Senato, ma ora praticamente da riscrivere) per soddisfare i desideri delle forze dell’ordine (80 euro anche per loro) e per intercettare il voto dei diciottenni (per loro 500 euro di bonus cultura, come agli insegnanti). E poi, 1 miliardo destinato alla Sicurezza per l’emergenza Isis e 1 alla Cultura. Venghino signori, venghino! Oggi, però, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan lo smentisce ricordando che bisognerà chiedere prima il permesso all’Ue.

E, come se non bastasse, a sporcare la narrazione renziana ci pensano quei ‘gufi’ dell’Istat che rilevano un calo dei fatturati e degli ordinativi dell’industria nell’ultimo tremestre. Piuttosto che ripartire, l’Italia sta frenando di nuovo. Proprio oggi, poi, la Corte dei Conti ha ‘assolto’ il premier dalla spinosa vicenda degli scontrini quando era sindaco di Firenze. I renziani, Dario Nardella in testa, non perdono tempo ad esultare, ma adesso le spese pazze toscane del loro capo, non più sotto la lente dei magistrati, potranno finalmente essere rese pubbliche. Tanto non c’è nulla da nascondere.

La montagna di ‘denari’, come li chiama lui, promessi dal premier per il Giubileo non bastano a Matteo per togliersi dai piedi l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino che oggi, intervistato dal ‘Fatto Quotidiano’, lascia intendere di volersi ricandidare al Campidoglio e accusa Renzi di voler rinviare le elezioni al 2017.

Chiusura di introduzione ‘in rosa’: i deputati e le deputate del Pd decidono di celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne (stalking compreso) indossando un fiocco bianco.

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