Cipro, ancora alta tensione dopo le elezioni turche

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Atene – Recentemente a Cipro si è giunti a un accordo per intensificare i dibattiti tra le due comunità, in seguito alle elezioni parlamentari in Turchia. Molti analisti esperti della questione cipriota considerano il periodo successivo alle elezioni in Turchia come quello critico e decisivo, poiché ci si aspetta che il leader turco Tayip Erdogan chiarisca la propria politica su Cipro e prenda alcune decisioni.

Tayip Erdogan, da parte sua, non ha mostrato finora alcuna flessibilità nell’approccio cipriota. Al contrario, ha minacciato che se si rivelerà impossibile trovare una soluzione fino al prossimo marzo, la Turchia abbandonerà i dibattiti tra le due comunità e perseguirà il riconoscimento della cosiddetta ‘Repubblica turca di Cipro del Nord’, mettendoli di fronte al fatto compiuto.

È evidente che Tayip Erdogan cerca di dare la colpa alla controparte per il fallimento nella ricerca di una soluzione, ma il fulcro del problema è chiaramente l’occupazione turca e la presenza a Cipro di 40.000 truppe di occupazione.

Abbiamo chiesto a Giorgos Kentas -noto professore universitario di politica internazionale e governance, coordinatore del programma ‘MA in Amministrazione pubblica’, coordinatore del programma ‘Studi europei e relazioni internazionali’ del Dipartimento di studi europei e relazioni internazionali dell’Università di Nicosia- di darci la sua valutazione sui dibattiti in corso fra le comunità e sugli aspetti principali di tali dibattiti, che riguardano principalmente problemi di territorio e proprietà, nonché il problema delle garanzie e della partenza necessaria delle truppe di occupazione turche.

 

Professor Kentas, qual è la sua opinione sui dibattiti in corso tra le due comunità, e quali sono le prospettive per una conclusione positiva?

Non è facile stabilire l’esito dei dibattiti in corso. Alcuni dicono che questo è un momento particolare per Cipro. Anastasiades, leader della comunità greco cipriota, e Akinci, leader della comunità turco-cipriota, rappresentano la coppia perfetta per un perfetto compromesso.

C’è un fondamento logico dietro quest’ottimismo: Anastasiades ha appoggiato il piano dell’ONU nel 2004, un piano che ultimamente i greco-ciprioti hanno respinto con il 76% dei voti, e nel 2005 è anche andato in Turchia per incontrare Erdogan e parlare della questione cipriota. Anastasiades si è impegnato in un compromesso e sembra disposto a importanti concessioni pur di raggiungere un accordo. Akinci è considerato un politico turco-cipriota moderato ugualmente impegnato in un compromesso. Oltre a questo, la recente vittoria del partito AK in Turchia e la predominanza di Erdogan sono considerati dagli ottimisti un segno di stabilità nei dibattiti su Cipro.

Alcuni, tuttavia, vedono delle limitazioni inerenti al processo in corso. Non importa quanto Anastasiades e Akinci siano disposti a raggiungere un compromesso, resta il fatto che devono scontrarsi con alcune restrizioni. Il primo deve presentare ai greco-ciprioti un pacchetto completo che li farebbe sentire sicuri circa il compromesso storico e finora non ha avanzato nulla di concreto. Allo stesso tempo, Akinci si scontra con un’opinione pubblica scettica ed esprime spesso un atteggiamento inflessibile su molti aspetti delle questioni oggetto della negoziazione. Oltre a questo, Akinci non ha molto margine di trattativa sui limiti delle posizioni di Ankara sulla questione cipriota. Erdogan ha chiarito questo punto ad Akinci in un incontro avvenuto in tv qualche mese fa. In tale contesto, non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, ma piuttosto pragmatici per monitorare le cose nel loro sviluppo.

AK