La voce di Montanelli: 'Quel che farà mi inquieta'

Pagina 1 di 2

«Mi auguro che vinca le elezioni». Davanti a Enzo Biagi che lo intervista per la sua trasmissione quotidiana su Rai 1, ‘Il Fatto, Indro Montanelli lancia una stoccata al leder politico dominante. «Mi auguro che vinca perché l’uomo con le promesse sappiamo benissimo quale forza trascinante possieda. Mantenerle però è un’altra cosa. Si possono tingere le proprie sconfitte dei colori più vivaci, più seducenti, più belli, ma le sconfitte vengono fuori e lui va incontro a delle grosse sconfitte». E allora, perché Montanelli si augurava una vittoria? «Perché è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. E per guarire da lui ci vuole una bella dose di vaccino. Bisogna vederlo al potere».

 

Abbiamo riportato integralmente le parole di uno degli indubitabili Maestri del giornalismo italiano. Però con una piccola, fondamentale omissione. Il nome del soggetto in questione che era, naturalmente, Silvio Berlusconi, fresco, o quasi, del ‘doppio licenziamento’ di Montanelli. Dal suo ‘Il Giornale’ (suo propriamente, nel senso di Montanelli di cui era creatura, suo solo economicamente nel senso di Berlusconi che ne aveva garantito economicamente la sopravvivenza). E da ‘la Voce‘, il giornale di Indro Montanelli, cui aveva parzialmente provato a rendere la vita non facilissima. E fresco, soprattutto, dal proprio (del Berlusconi medesimo) ‘licenziamento’ dalla guida del Governo, cui provava a ritornare.

Renzi