Front National all’amatriciana

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La settimana politica, monopolizzata dal blindatissimo inizio del Giubileo fissato per l’8 dicembre a Roma, si apre facendo un passo indietro alla domenica appena trascorsa, tra proteste contro il decreto ‘salva banche’ in Italia e vittoria del Front National in Francia. Il primo scenario è quello di piazza Montecitorio. Protagonisti i clienti – azionisti e obbligazionisti di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti – messi sul lastrico da un Governo che ha pensato solo a salvare con soldi pubblici i 4 istituti di credito, compreso quello di papà Boschi, mentre abbandonava al proprio destino con un buco di 2 miliardi circa 130mila ‘signor nessuno’ proponendo un fondo di solidarietà di soli 100 milioni. Una ‘mancetta’. Gli unici ‘Onorevoli’ a manifestare insieme ai piccoli risparmiatori truffati, che ora vogliono indietro il maltolto, sono stati quelli del M5S che pensano, invece, ad un prestito del Tesoro alle banche seguito dal commissariamento.

Intanto, in un Parlamento semi deserto, la commissione Bilancio della Camera, dove era in esame la legge di Stabilità, ha chiuso ieri sera la prima seduta di votazioni, in cui erano inserite anche le proposte di modifica all’emendamento ‘salva banche’, in attesa di ordini dall’alto, provenienti da Matteo Renzi in persona (stasera presente alla Prima della Scala di Milano). Con calma però. Dopo Natale.

‘Salva banche’ a parte, i primi commenti della mattinata dei Politici italiani si sono concentrati sulle elezioni amministrative appena svoltesi in Francia che, sull’onda emotiva degli attentati di Parigi, hanno consegnato una netta e storica vittoria al Front National della famiglia Le Pen. In brodo di giuggiole, come da pronostico, ci finisce tutto il centrodestra nostrano, da Giorgia Meloni a Matteo Salvini, passando per Francesco Storace. Spiazzata la Sinistra, mentre Renzi straparla di Europa che «deve cambiare subito direzione» per non rischiare di diventare alleata della Le Pen e «di quelli che provano a emularla» (chiaro il riferimento a Salvini, ndr). Il M5S, infine, si pone come «argine agli estremismi» in Italia.

Dopo il vergognoso flop, coperto dal silenzio dei mass media di Regime, dei banchetti Pd allestiti in tutta Italia durante lo scorso fine settimana, il Portavoce della Sinistra interna, Gianni Cuperlo, costretto ad umiliarsi nella semi deserta sede di via dei Giubbonari a Roma, attacca Renzi sull’opportunità di mantenere il doppio ruolo di Segretario-Premier e parla della convention di sabato prossimo dove si incontreranno le varie anime della minoranza Dem. Parole dure contro Matteo anche da parte del ‘grande vecchio’ Pierluigi Bersani.

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