La nuova strategia navale indiana

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New Delhi – Uno degli importanti sviluppi durante il mandato dell’attuale Comandante della Marina indiana, l’Ammiraglio R K Dhowan, è stata la revisione e la sostituzione della pubblicazione ufficiale della Marina, ‘Freedom to Use the Seas: India’s Maritime Military Strategy’ (‘Libertà di usare i mari: la strategia militare marittima dell’India’, 2007), con ‘Ensuring Secure Seas: Indian Maritime Security Strategy’ (‘Mari sicuri: la strategia militare marittima indiana’, 2015). È stata rilasciata dal Ministro della difesa Manohar Parrikar alla Conferenza dei Comandanti Navali il 26 ottobre 2015. L’ultima pubblicazione, ora di dominio pubblico, fornisce una visione del rationale per il rafforzamento della sicurezza marina indiana negli anni a venire.

La Marina ha promulgato la ‘Dottrina marittima indiana’ nel 2004, rivista nel 2009. Ciò, insieme alla pubblicazione del 2007, ha «articolato l’atteggiamento strategico della marina, definito i parametri del suo impiego, fornito una guida comprensiva per la sua evoluzione come forza combattiva». Ha quattro caratteristiche principali.

Primo, le maggiori rotte marittime mondiali sono di importanza cruciale per l’India, particolarmente quelle che assicurano un libero circolo di petrolio e commercio dal Golfo di Aden alla regione del Pacifico asiatico (chiamata in questi giorni Indo-pacifica). Qui la sicurezza dei cosiddetti colli di bottiglia’ -come lo Stretto di Hormuz tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, Bab-el-Mandeb e l’accesso sud al Mar Rosso e il Canale di Suez, lo Stretto di Malacca tra Sumatra e la Malesia, lo Stretto di Sunda tra Oceano Indiano e il Borneo e lo Stretto di Lombok tra Oceano Indiano e Sulawesi- è altamente rilevante. Per di più il commercio mercantile globale indiano è cresciuto visibilmente e ora costituisce circa il 43% del PIL, oltre al 77% dei commerci dell’India in termini di valore e a oltre il 90% in termini di volume tramite trasporti marini.

Secondo, la dimensione marittima è anche vitale per la sicurezza energetica dell’India: oggi l’India importa oltre il 70% dei propri bisogni in termini di petrolio, ed è stimato che per il 2050 sarà il più grande importatore di petrolio del mondo: in questo caso, la crescita economica indiana continuerebbe a essere criticamente dipendente da un non ostacolato flusso di petrolio. L’India importa anche carbone da dieci Nazioni (inclusi Mozambico, Sud Africa, Indonesia e Australia), molte delle quali si affacciano sull’Oceano Indiano. La stessa cosa vale per le importazioni di gas naturale (da Qatar, Malesia, Indonesia e Sud Africa). L’acquisizione di fonti di petrolio e gas naturale in tutto il mondo è stato un recente sviluppo: oggi le compagnie indiane operano a Trincomalee (Sri Lanka), e le fonti di petrolio e gas sono nelle isole Sakhalin (Russia), Vietnam, Myanmar, Egitto e Sudan.

Terzo, gli interessi marittimi indiani includono la sicurezza e il benessere di oltre cinque milioni di lavoratori indiani nel Golfo e in Asia occidentale: il valore dei pagamenti che inviano a casa non può essere sottostimato. Inoltre le popolazioni di origine indiana sono sparse negli Stati sul litorale della regione Indo-pacifica.

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